Bisognerebbe sempre vivere come se si stesse per partire

Bisognerebbe sempre vivere come se si stesse per partire o si fosse appena tornati. Benni fa dire questo ad un personaggio senza nome ed indimenticabile, nel bar della stazione di Bologna il 2 agosto 1980. (Bar Sport 2000)

partire all'avventura

Partire da Lugano

Io sto per partire.

Non so quando, non so dove e non so per quanto. Potrei anche non partire affatto. Nella totale mancanza di punti fermi sui quali basare il prossimo viaggio, mi sento come se dovessi preparare la valigia ma non so che metterci dentro, non so nemmeno che tempo farà! Ci provo e riprovo a scrivere una lista. Io scrivo sempre liste, per tutto, tranne che per la spesa. E infatti mi trovate a vagare nei supermercati senza meta ed uscirne quando i miei nervi sono sul punto di saltare con la metà di quello che avrei dovuto prendere e in genere un paio di robe di cui non avevo assolutamente bisogno.

Ogni giorno mi sveglio come se fosse il giorno giusto per decidere, per lo meno di individuare il continente e nel frattempo guardo ovunque, così sono un minimo preparata per ovunque. Il problema è che vago e non fisso niente. Comincio a pensare a dove lasciare il gatto, a che libri portare via, ma forse quelli che credo che porterò via li avrò già finiti di leggere nel frattempo. In questo momento sono a circa metà del primo volume di Arcipelago Gulag di Solzenicyn: questo dovrebbe darmi un po’ di tempo, se non altro. Sento l’eccitazione della grande esperienza in un posto bellissimo dove farò un sacco di robe, dove non sarò mai stata… o magari ci sarò pure già stata ma ci starò tornando, mica lo so. In questo mare di indeterminato l’unica certezza è che a fine ottobre sarò in partenza, una vera partenza (una meta-partenza… o sarò già partita?): Oman. Questa la so. So con chi, l’orario del volo, so cosa devo portare (lista parziale e in progressione) e ho letto i libri relativi. So anche che scriverò almeno un paio di post sull’Oman. Se non fosse che adesso ci sono 50 gradi e mi ustionerei anche con una muta da palombaro, partirei anche adesso. Almeno saprei dove sto andando. E dopo mi sentirei come se fossi appena tornata per un po’… e soprattutto saprei dove sto tornando. Credo. Se devo pensare al mio ritorno a novembre, beh non riesco proprio ad immaginarmelo.

Addirittura mi sto chiedendo se a settembre ci sarò per un barbecue al lido e non so dare una risposta. Dico sì, in ogni caso. Magari partirò prima e tornerò in tempo, o forse partirò dopo. In ogni caso sarà prima dell’Oman, quindi potrei anche esserci. Chissà.

partire all'avventura

Partire da Rimini

Vivere come se si stesse sempre per partire è un po’ elettrizzante e un po’ angosciante. Immagini mille scenari diversi e niente che ti faccia propendere per uno in particolare, poi magari è il milleunesimo che tu non avevi nemmeno considerato.

Le mie valigie sono ancora vuote, ma ho uno zaino con l’essenziale sempre pronto. In fondo è bello sapere che stai per partire anche se non sai per dove: cancella la routine, ti fa guardare tutto con occhi diversi, come se non dovessi vedere la tua città per un po’. Ti godi il tempo con chi ti piace perché se non sai quando parti non sai nemmeno quando torni. Perché già pregusti il ritorno e il bello di condividere quello che hai vissuto che ancora non sai. Come sarà rientrare da “là”? Pensi anche che potresti partire e magari non ritornare più. Mi è successo. O torni troppo tardi e altri sono partiti (magari anche loro si sentivano che stavano per e non sanno quando e se) e cominciate a rincorrervi sugli aerei e sui treni per vedervi due giorni da qualche parte, chissà dove. Anche questo mi è successo.

Ti fa abbracciare le persone con più trasporto quando le incontri, se sai che stai per partire.

Mi sento come se stessi per partire e non ho nemmeno uno straccio di biglietto, nemmeno di sola andata: non ho mai visto Lugano così bella.

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2 commenti

  • Rispondi novembre 18, 2014

    saura rainieri

    Condivido tanto quello che hai scritto, anzi, credo di averlo scritto io! purtroppo non ho la tua età e questo mi dispiace… perché vorrei partire almeno una volta al mese. La fantasia mi è di aiuto e, qualche volta riesco anche a realizzare: Egitto, Giordania, sud della spagna e l’ultimo viaggio Rovaniemi e circolo polare artico. E’ tutto, ma ho i pensieri che hai tu così vivo bene la normalità. Ho capito che il viaggio e una splendida promessa di sorprese e gioia quindi fa per me. Seguirò le tue avventure così non mancheranno spunti per un viaggio da pianificare. Ciao.

    • Rispondi novembre 18, 2014

      Elisa e Luca

      Ciao Sara leggere il tuo commento è bellissimo, ti ringrazio tanto per esserti presa il tempo di commentare. Benvenuta a bordo della piccola ciurma di miprendoemiportovia 🙂

E' nata qualche anno fa, in un bel giorno di giugno, all’orario giusto per un Martini dry. Premonizione? La prima volta che ha guardato dal finestrino di un aereo le è parso di aver sempre guardato le luci della città dall’alto. Dejà vu … o premonizione. (O manie di grandezza?) Viaggia per lavoro e per piacere, per mangiare e per amore.