Dia de los muertos: storia e significato di una bellissima tradizione messicana

Oggi vi vogliamo parlare de “el dia de los muertos” una tradizione messicana che ci ha colpiti molto quando siamo stati in Messico perché prevede di festeggiare la morte in maniera allegra e divertente, soprattutto senza paura. Ne parliamo insieme ad una persona a noi molto cara, Isabel autrice del blog viviendoenelextranjero! Se non l’avete ancora letta questa è la storia del suo bellissimo matrimonio in Messico matrimonio messicano fra musica e pazzia. 

Il “dia de los muertosha origini antiche, nella Mesoamerica, prima che gli spagnoli conquistassero il Messico. Veniva celebrato dalle popolazioni indigene mexica, maya, purépecha e totonaca. Nel calendario Mexica, che ha 18 mesi, c’erano almeno sei feste dedicate ai morti. Nasce dal sentimento di incertezza che l’essere umano prova verso la morte. Noi messicani abbiamo deciso de celebrare questo sentimento e di mantenere vive nel ricordo le persone che se ne sono andate.

Questa tradizione viene festeggiata praticamente in tutto il Messico, molte famiglie allestiscono un altare dedicato ai defunti nella propria casa. Questo altare è un elemento fondamentale dei festeggiamenti perché rappresenta la porta tra la vita e la morte. Ogni altare è composto da elementi che hanno significati precisi, per esempio il papel picado (carta velina traforata e ritagliata con disegni di scheletri) rappresenta il vento. I suoi colori giallo e viola rappresentano la dualità tra la vita e la morte. Il fuoco è rappresentato attraverso le candele; la terra attraverso i semi (di mais, cacao, etc) messi sull’altare. Su ogni altare viene offerto del cibo (si prepara quello che piaceva al defunto e lo si lascia tutta la notte sull’ altare). La credenza vuole che gli spiriti dei defunti vengano a visitarci durante la notte assaggiando ciò che abbiamo preparato per loro. E’ un modo bellissimo di ricordare i morti. In Messico potete trovare questi altari anche nelle scuole, nelle piazze e nei templi. Nel dia de los muertos vengono scritte “calaveritas” filastrocche che parlano della morte in un modo divertente, quasi sarcastico, e si portano dei fiori ai morti nei cimiteri.

Dia de los muertos

Dia de los muertos: dove vederlo in Messico

In Messico ci sono molti posti in cui festeggiare questo giorno ma in particolare consiglierei:

Huaquechula, Puebla. Qui si possono ammirare i bellissimi altari che fanno gli abitanti della zona alti fino a tre metri.

Patzcuaro e i paesini vicini. Michoacan è uno degli stati del Messico dove più si festeggia questa tradizione. Si assiste alla “Danza de los viejitos” (Danza dei vecchietti) che è una danza di origine huehue. A Tzintzuntzan ci sono delle rappresentazioni teatrali all’aperto come quella dei giochi preispanici della “pelota” (palla). Vi consiglio di andare a visitare le chiese in cui vengono allestiti dei bellissimi altari per i defunti.

Aguascalientes. In questa città c’è il “Festival de Calaveras” dal 31 Ottobre al 9 Novembre, che rende omaggio alla figura della “Catrina”, un personaggio inventato da Jose Guadalupe Posadas, dipinto per prima volta da Diego Rivera, e che rappresenta la morte, vestita in modo elegante e con un capello.

Città del Messico. La grande città si veste di fiori di cempasúchil e di “altar de muertos”. Merita di essere visitata la città Universitaria dove viene allestita una “megaofrenda” (un altare gigante) che quest’anno sarà in onore de Frida Khalo!

Dia de los muertos: dove si festeggia in Italia

La comunità messicana festeggia “el dìa de muertos” anche se vive all’estero. In Italia sono previste celebrazioni a Roma e a Brescia e in molte altre parti d’Europa.

Il “dìa de los muertos” è una delle tradizioni del mio paese che più amo, i miei genitori mi hanno insegnato a rispettare e onorare i defunti, ma soprattutto a ricordarli con amore e felicità. A casa mia in Messico si allestisce un altare per i familiari che purtroppo non ci sono più, e da quando vivo in Italia ho voluto mantenere questa tradizione insieme a mio marito, che ama il Messico, e da quest’anno festeggeremo anche con la nostra piccola bimba alla quale vogliamo insegnare le meravigliose tradizioni messicane.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.