Feltre: lo scrigno di storia delle Dolomiti Bellunesi

Visitare Feltre è come entrare in un compendio di storia e arte in cui epoche diverse si svelano e ti accompagnano lungo le piazze, le scalinate, i palazzi, i musei e il viaggiatore cerca di catturare il fascino discreto di questa città alle pendici delle Dolomiti bellunesi.

Si parte dall’area archeologica sotto piazza Duomo che testimonia i resti di una ricca area commerciale della Feltria romana

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e, risalendo in superficie, si può ammirare la decorazione a graffito della facciata del Duomo che rappresenta i santi protettori Vittore e Corona, un dettaglio decorativo inusuale per il nord Italia.

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Entrando nella cinta muraria c’è il Palazzo dei Rettori, il Teatro de la Sena dove un giovane Carlo Goldoni mise in scena le sue opere e la delicata piazza Maggiore dove si affacciano la Chiesa dei SS. Rocco e Sebastiano, il neo-gotico Palazzo Guarnieri, le Fontane Lombardesche, il Castello di Alboino e dove si rende omaggio a due abitanti illustri della città, l’educatore e umanista Vittorino da Feltre e il tipografo Panfilo Castaldi, da cui si tramanda, Gutenberg abbia copiato l’idea dei caratteri mobili da stampa.

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Ciò che non fu distrutto dalle invasioni barbariche, dall’armata napoleonica o dalle guerre mondiali è ancora visibile nei musei, come il Museo diocesano di arte sacra che custodisce la Madonna tra i santi Vittore e Nicola di Jacopo Tintoretto, una grande icona bizantina di scuola cretese, la statua lignea della Madonna Assunta di Andrea Brustolon, il san Gerolamo penitente di Luca Giordano, il più antico calice eucaristico dell’Occidente, e la Croce post-bizantina, un capolavoro di micro scultura realizzata da un monaco del Monte Athos nel 1542, la quale in soli 40 cm di altezza presenta 52 scene evangeliche con 485 personaggi e 200 colonnine.

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Feltre tra le sue ricchezze annovera anche un museo di arti decorative unico al mondo, la Galleria d’Arte Moderna “Carlo Rizzarda” dove oltre alle opere di questo artista in ferro battuto tra il liberty e il decò c’è la sua collezione privata che spazia da Egon Schiele a Giovanni Fattori.

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A questo punto del vostro viaggio cambiate scenario e indossate le scarpe da trekking per andare a conoscere quel paesaggio dell’anima che sono le Dolomiti e Prealpi Bellunesi, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che vi sapranno stregare con itinerari di una bellezza meno esibita rispetto i classici percorsi dolomitici, ma molto profonda, intima, o come direbbe Dino Buzzati «… questo spettacolo che senza ombra di dubbio è una delle cose più belle, potenti e straordinarie di cui questo pianeta disponga… Sono vere oppure è un sogno?»

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Venite a toccare con mano questa terra, abbandonatevi a questo sogno…

Informazioni su Feltre e le Dolomiti Bellunesi

Ogni viaggio sarebbe monco senza aver provato l’enogastronomia locale, durante il mio soggiorno ho apprezzato la noce feltrina, il fagiolo di Lamon, il miele delle Dolomiti DOP, il mais sponcio nelle gustose preparazioni del Ristorante Pizzeria Alpina e de La Casona. Una menzione speciale merita la Birra del Centenario, una birra di malto non filtrata e non pastorizzata, creata per celebrare la Birreria Pedavena, la più grande fabbrica di Italia.

Per garantirvi ristoro dopo la giornata a scoprire la ValleUnica Dolomiti e continuare ad esser avvolti dalla storia del territorio, prenotate il vostro soggiorno al Bed & Book Casa Novecento e potrete dormire nelle variopinte e accoglienti stanze dedicate ai principali interpreti della cultura del Novecento del feltrino e bellunese.

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classe 1982, per lei viaggiare è ascoltare la storia che i luoghi e le persone vogliono raccontarti e trovare immagini e parole per trasferire agli altri le emozioni che l’esperienza ha regalato. Pianifica ogni viaggio con la stessa premura con cui lavora salvo poi dimenticare gli appunti e le mappe da qualche parte e girovagare spinta dalla curiosità.