La mia prima volta all’Opera: che emozione!

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi

 

Quando è stata l’ultima volta che hai fatto una cosa per la prima volta?
Quante volte per pigrizia, routine, paura ci limitiamo a fare sempre e solo ciò che conosciamo?

L’ignoto, il nuovo, il diverso sono come un salto nel buio, ci fanno uscire dalla nostra zona di confort e così finiamo per rimandare, ci limitiamo a sognare di fare qualcosa senza poi mai metterlo in pratica. Spesso ci lamentiamo o troviamo delle scuse: “se solo avessi più tempo“, “se solo avessi più soldi“.

Il tempo delle scuse per me è in game over e memore della poesia di Neruda che mi sono stampata sulla doccia di casa ogni tanto mi butto in una prima volta.

Era da tanto tempo, a dire la verità dalla prima volta che ho visto Pretty Woman e una bravissima Julia Roberts commuoversi quando Richard Gere la porta all’opera e lei nemmeno sa impugnare il binocolino nel verso giusto (ve la ricordate vero questa scena mitica?) che mi sarebbe piaciuto vedere la Turandot all’Arena di Verona.

L’opera Pucciniana narra le vicende della bellissima principessa Turandot che accetta di darsi in sposa solo a chi sarà capace di risolvere i suoi tre enigmi, di contro chi non ne sarà capace sarà decapitato. Calaf accetta la sfida e la vince. Turandot lo supplica di lasciarla andare perché se no avrà in sposa una donna che lo odia. Calaf le dice che sarà possibile solo se lei indovinerà il suo nome. Dopo una notte di ricerca da parte di tutto il regno Calaf strappa un bacio a Turandot. La mattina la principessa dice che ha trovato il nome del predente: “si chiama amore”.

Quando sono arrivata davanti all’arena di Verona l’eccitazione era ai massimi livelli. Mi sentivo molto emozionata, l’Arena è densa di storia, è uno dei luoghi simbolo dell’opera per eccellenza in Italia. Fuori accatastati c’erano pezzi di scenografie di altre opere famose, l’Aida, la Carmen…

Sono entrata. Il sole tramontava sulle pietre rosee, il cielo era di un azzurro intenso, le nuvole bianche davano un aspetto da sogno.
Sono salite sul palco le prime comparse. Il pubblico come da tradizione ha acceso le candeline. Che emozione, che felicità per questa prima volta così intensa.
Il clou è stato poter ascoltare dal vivo pezzi di un’opera mitica che tante volte ho ascoltato in televisione o per radio. Sulle note di nessun dorma e vincerò il mio cuore ballava al ritmo vorticoso delle mani del direttore d’orchestra che magistralmente ha guidato i musici.  Al momento del bacio tra Calaf e Turandot mi sono sentita come Julia Roberts in Pretty Wonam e davvero a stento ho trattenuto le lacrime. Sono tornata a casa con la voglia di assistere alla mia prossima opera il più presto possibile e sono sicura che tante altre volte seguiranno a questa mia prima volta.

E voi, quale vorreste che fosse la vostra prossima prima volta?

Vodafone ha lanciato un bellissimo concorso – #First – www.firsts.com – tramite il quale potrete realizzare la vostra prima volta.

Senza più se e senza ma.

Vodafone permetterà a dieci persone ambiziose di realizzare qualcosa di straordinario per la prima volta. Potrebbe essere un’impresa fisica, un’iniziativa sociale per aiutare gli altri, o qualcosa di creativo. Non c’è limite alla creatività. Potrebbe essere la prima volta nella storia o la prima volta per te.
Allora cosa aspetti? C’è tempo fino al 7 di agosto per ricevere gli aiuti necessari per realizzare la tua prima volta!
Sei stanco di ripetere sempre e solo gli stessi percorsi? Allora sei pronto a realizzare l’impresa che cambierà la tua vita!
E al di là di come andrà il concorso ti auguro una vita piena di prime volte.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.