Mi hanno regalato un viaggio al buio

Vi è mai capitato di ricevere in regalo un viaggio?

Sì dai è una cosa (molto carina) che si fa. Personalmente sono i regali che adoro di più ricevere (c’era da immaginarselo, vero?).

Però quello che finora non mi era mai capitato era di ricevere in regalo un viaggio al buio.

Sì avete capito bene! Un viaggio al buio.

Come gli appuntamenti al buio sapete? Quando gli amici ti organizzano un’ uscita con un tipo che non hai mai visto prima, che non sai nemmeno com’è fatto, cosa pensa, come parla, se è alto, se è basso. Ma accetti perché alla fine le sorprese ti piacciono e non sapere come andrà a finire è intrigante ammettiamolo.

Beh a me, Elisa, giovedì Mr. Lufthansa ha regalato un viaggio al buio.

viaggio al buio

Mi è arrivata una mail che diceva più o meno così: “Ti scrivo perché vorremmo coinvolgerti in un’esperienza esclusiva che ti vedrebbe protagonista di un evento organizzato da Lufthansa. Al momento non posso svelarti nessun dettaglio, per non rovinare la sorpresa. 🙂

Ed io ho accettato. Così, senza sapere dove sarei andata a finire.

Poi, pochi giorni prima della partenza, mi è stato recapitato a casa un pacco. All’interno un foulard, qualche gadget personalizzato e un biglietto a metà.

viaggio al buio

Peccato mancasse la cosa che più mi interessava: la destinazione.

Ora apriamo una parentesi per farvi capire che tipo sono o per lo meno come mi gestisco rispetto alle sorprese.

Quando ero piccola il mese più bello che ci fosse per me era dicembre perché a Dicembre c’era il Natale, Santa Lucia e il mio compleanno. Quindi era un tripudio di regali. Mia mamma li preparava con cura, li impacchettava e li nascondeva in casa già dalla fine di Novembre.

E io che facevo?

Passavo i pomeriggi in casa, mentre lei non c’era, a scovare i regali. Li trovavo e iniziavo a soppesare il pacchetto, cercavo di immaginare cosa ci fosse dentro. Lasciavo passare qualche giorno e tornavo sul luogo del misfatto. Aprivo uno ad uno i pacchetti in maniera super meticolosa stando attenta a non rovinare ne lo scotch ne la carta regalo. Ammirano il contenuto e… li reincartavo a puntino in modo che nessuno si accorgesse che li avevo già scartati!

Ovviamente quando arrivava il momento di aprirli davanti a tutti, osservandone il contenuto, sfoggiavo una delle faccine più meravigliate che avessi. Mia mamma non ha mai sospettato nulla o almeno a me piace pensare così!

Ebbene sì saper attendere non è il mio forte…

Potete quindi immaginarvi che strazio sia stato attendere fino a giovedì senza sapere dove mi portasse il mio viaggio al buio!

viaggio al buio

Sapevo solo una cosa. Appena arrivata alla stazione di Milano avrei dovuto indossare il foulard che avevo trovato dentro al pacco recapitatomi a casa (e ho scoperto solo in seguito che non si chiama foulard ma “strozzino” sapete quello che hanno tutte le hostess del mondo?).

viaggio al buio

Ok, arriva giovedì, Luca mi accompagna alla stazione, saluto lui e Manina, salgo sul treno direzione Milano.

Scendo dal treno e mi dirigo nel luogo in cui, alla mattina per mail, mi era stato detto di dirigermi: sotto l’orologio fra il binario 12 e il 13.

viaggio al buio #insideLH

Bene, indosso lo strozzino e osservo. Facce, espressioni, gesti. Intenta a scoprire i miei compagni di viaggio. Nessuno. E un pensiero mi attraversa come un lampo nella testa: “non mi avranno fatto uno scherzo?“. Non finisco di formulare la frase nella mia testa che mi volto e vedo Serena di mercoledì tutta la settimana (uno dei blog che più adoro leggere) anche lei con il foulard e con l’altra parte del biglietto che mi era stata recapitata per posta.

viaggio al buio

Ed eccoci lì a Milano, che l’avventura con Mister Lufthansa abbia inizio!

Curiosi di sapere com’è andata? Anche voi dovete imparare ad aspettare fino…alla prossima settimana, sono diabolica vero?

p.s devo dire che anche se non so aspettare, ricevere in regalo un viaggio al buio, mi ha fatto molto piacere e non vedo l’ora di regalarlo a mia volta, devo solo decidere a chi!

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.