Viaggio di nozze fai da te in Polinesia

Durante il viaggio in Polinesia del mese scorso ho incontrato tra i commenti al blog Giulia che qualche anno fa è stata in questo paradiso terreste per il suo viaggio di nozze. Le ho chiesto di venire a parlarcene sul blog ed ecco a voi il risultato! Buona lettura.

Per noi la Polinesia ha sempre rappresentato un sogno, il viaggio che fai una volta nella vita, sia per la spesa, sia per le ore di volo. Così ci è sembrato giusto realizzare questo sogno per il nostro viaggio di nozze. Reduci da un fly&drive negli States andato alla grande e organizzato in maniera indipendente non abbiamo avuto dubbi: anche la Polinesia sarebbe stata “fai da noi”.

Per diverse settimane ci siamo dedicati alla ricerca di notizie e informazioni come testimonianze di chi aveva già fatto un viaggio fai da te in Polinesia, testimonianze di chi ha deciso di trasferirsi là, studio delle caratteristiche e dell’ubicazione delle varie isole, analisi delle aspettative e degli alloggi presenti, ricerca dei voli.

viaggio di nozze in polinesia

Viaggio di nozze in Polinesia: itinerario

Dopo questo lungo lavoro di ricerca ecco l’itinerario:
2 giorni a Moorea
4 giorni a Raiatea
3 giorni a Bora Bora
4 giorni a Rangiroa
1 giorno a Tahiti in attesa del volo per gli Stati Uniti
6 giorni a New York (dove eravamo già stati, ma la tentazione di tornare era troppo forte visto che passavamo di lì!)

Per la prenotazione dei voli ci siamo affidati a vari motori di ricerca on line: Tui.it, booking.com, hostelbookers.com e la compagnia Air Tahiti Nui.

Siamo partiti da Verona, destinazione Tahiti, via Roma-Los Angeles. Il viaggio è lunghissimo e pesante, inutile negarlo, e noi non ci siamo fatti mancare nemmeno 10 ore di stallo a Los Angeles. Ma all’andata tutti i santi aiutano. Stai andando in Polinesia, nulla ti scalfisce.

Siamo arrivati a Tahiti al mattino presto, con due notti insonni alle spalle, senza bagagli perché persi chissà dove, in attesa del volo per Moorea comunque col morale a mille, eravamo in Paradiso!

A Moorea abbiamo alloggiato all‘hotel Kaveka. Strutturato in bungalow, piccolo, discreto, niente di pretenzioso, ma il titolare gentilissimo e disponibile. Non è un resort, ma proprio per questo permette di apprezzare le abitudini locali. Non c’era nessun altro turista italiano e quindi siamo stati quasi costretti a fare amicizia con quelli del posto!

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Purtroppo i due giorni a Moorea sono stati accompagnati da una bufera che non ci ha mai abbandonati per tutta la permanenza. Armati di auto a noleggio ci siamo fatti il giro dell’isola mangiando al sacco facendo la spesa al minimarket locale e cercando di resistere al jet-leg.
Complici il meteo e la stanchezza (io ero incinta al quarto mese) non abbiamo fatto molto, ma abbiamo assaporato la natura polinesiana, a tratti selvaggia, e vissuto come facevano i nostri nonni: sveglia col sole, nanna al tramonto.

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Al momento della partenza da Moorea ci hanno recapitato i bagagli (evviva!), senza averlo mai studiato capivamo già il francese, e sapevamo ringraziare in tahitiano. Maururu!

Tra un’isola e l’altra ci siamo mossi sempre in aereo. Avevamo valutato i traghetti, ma impiegano anche 7-8 ore per il tragitto inoltre la compagnia aerea locale è ottima per gli spostamenti interni.

Il volo per Raiatea ha subito diverse ore di ritardo causa vento forte. Finalmente, in tarda serata siamo arrivati al Raiatea Lodge hotel dove ci aspettava un ragazzo francese per darci il benvenuto. La struttura è molto carina, di recente ristrutturazione, pulita e accogliente gestita da due ragazzi francesi emigrati con tutta la famiglia (un po’ il sogno di tutti, no?)

Dopo un giorno di pioggia nel quale abbiamo approfittato per fare la nostra solita escursione dell’isola, finalmente il sole. Da quel momento in poi la vacanza è stata tutta in discesa. Mare stupendo, posti meravigliosi, gente del posto gentilissima e disponibile.

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Qui abbiamo avuto modo di visitare una piantagione di vaniglia, andare a Tahaa alla pearl-farm (mannaggia, non trovo più le foto..), e fare una gita lungo il fiume dell’isola accompagnati da un simpatico ragazzo francese trapiantato in Polinesia dall’adolescenza e che si è ritagliato la sua piccola attività.

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Abbiamo lasciato Raiatea con un certo dispiacere, ci sarebbe piaciuto conoscere meglio le persone che abbiamo incontrato e che sono state così ospitali e meravigliose.

Dopo un’oretta di volo siamo arrivati a Bora Bora dove abbiamo soggiornato all’hotel Le Maitai Polynesia. Appena arrivati ci è sembrato subito evidente di essere finiti nel circuito dei viaggi di nozze organizzati, l’hotel è strutturato in maniera molto standardizzata, guida italiana e coppie italiane numerose.

A Bora Bora per noi è arrivato il momento del bagno con gli squali, della visita al motu-riserva naturale, dell’escursione ai punti strategici statunitensi nella seconda guerra mondiale. A parte la prima sera in cui abbiamo cenato all’hotel per comodità, abbiamo sempre mangiato al sacco o quanto offerto durante le escursioni.

viaggio di nozze in polinesia

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Devo ammettere che Bora Bora rappresenta lo stereotipo tanto osannato dalle riviste che la Polinesia sia solo mare, sole, resort e, forse proprio per questo, per noi ha rappresentato l’isola meno interessante tra quelle visitate. Ci sarà un motivo se i polinesiani la chiamano “bora bora, boring boring

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Dopo 3 giorni siamo ripartiti per Rangiroa, la nostra preferita. Qui abbiamo alloggiato al Maitai Rangiroa, piccola struttura organizzata con bungalow, ben tenuta e fuori dai circuiti mondani delle lune di miele. Abbiamo visitato l’isola in solitaria a bordo della bicicletta.

Ci siamo trovati di fronte a una natura selvaggia dove, di tanto in tanto, spuntava un’abitazione, o la chiesa, o un piccolo minimarket in cui ci rifornivamo della spesa per la cena.

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Durante le escursioni abbiamo visto la barriera corallina e un motu dove abbiamo imparato a costruire borse e cappelli con le foglie di palma.

Viaggio di nozze in Polinesia: alcune considerazioni

Inutile dire che abbiamo lasciato un pezzo di cuore in Polinesia.

La nostra esperienza si può riassumere in questi tre punti, per noi importanti:

_ Andare in Polinesia non è una passeggiata e comunque bisogna sempre preventivare una spesa importante. Devo dire che, comunque, col fai da te ce la siamo cavata egregiamente. Tre settimane (due in Polinesia e una a NY), voli inclusi (considerando che non abbiamo acquistato un biglietto A/R ma un multi-city, un po’ più costoso), scegliendo alberghi da max 80€ a persona (i resort, per i bungalow sull’oceano, chiedono anche il doppio…) e ingegnandosi un po’ per i pasti, totale €4000 a testa. Confrontandoci con le coppie italiane incontrate che hanno organizzato il viaggio in agenzia abbiamo scoperto che con la stessa cifra molti facevano 10/12 giorni di viaggio, vedendo al max 2 o 3 isole.

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_ Inutile andare in Polinesia per il mare bello (per quello basta la vicinissima Sardegna) o per le spiagge infinite (per quelle bastano i più vicini Caraibi, Messico, ecc…) che non troverete. La Polinesia è fatta di natura selvaggia e spiagge abbastanza striminzite. Buona parte dei turisti italiani incontrati erano fortemente delusi di non aver trovato la Polinesia venduta dalle riviste patinate.
In Polinesia bisogna andarci per vivere un’esperienza di vita agli antipodi dalla nostra. Luoghi incontaminati e selvaggi, fare il bagno con gli squali e le razze a pochi metri da te o tra le barriere coralline. Ma la cosa più bella è la gente polinesiana. Felici, sorridenti e in pace col mondo. Tutti ti salutano per strada e ti sorridono sempre. Basta pensare che praticamente tutti i polinesiani, dal ragazzino che ti porta in escursione, al vecchio proprietario del motu, parlano tre lingue, francese, inglese e, ovviamente, tahitiano.

_Come per tutti i viaggi, secondo noi, bisognerebbe tornare una seconda volta. La prima vai a vedere come funziona, la seconda ti muovi con consapevolezza. Le isole della Polinesia sono tantissime e noi siamo riusciti a vederne solo una piccola parte. Potendo tornare dovremmo sicuramente vedere le isole australi e le marchesi.

Mai dire mai.

Nana Polinesia!

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2 commenti

  • Con un po’ di ritardo, il team di Tahiti Tourisme Italia vorrebbe ringraziare Giulia per aver condiviso alcuni importanti dettagli sul suo affascinante viaggio in Polinesia Francese.
    Si tratta del racconto di viaggiatori esperti, alla ricerca di un tipo di esperienza specifico, che sicuramente ha lasciato nei loro cuori un ricordo indelebile e che ha permesso loro di avvicinarsi in modo ancora più approfondito all’affascinante cultura dell’ospitalità tahitiana. Questa esperienza di viaggio è adatta a molti, ma non a tutti, e anche in termini di ricerca e realizzazione del viaggio richiede sforzi notevoli. Si tratta di un contesto all’interno del quale emergono le differenze di prezzo più significative con gli itinerari offerti da agenzie e tour operator italiani, che, ci teniamo a sottolineare, offrono viaggi ed esperienze confezionate su misura e secondo le specifiche esigenze dei propri clienti. Spesso sono proprio le coppie che, in occasione del proprio viaggio di nozze, si orientano su esperienze più rilassanti che limitino al massimo il numero di spostamenti in favore di lunghe soste in spiaggia e nelle spa. Spesso l’agente di viaggio si trova davanti alla specifica richiesta di voler visitare tre o quattro isole al massimo, in modo che la coppia abbia modo di godersele al massimo e nel relax più assoluto. Non dimentichiamoci che, in generale, il viaggio di nozze è per molti sinonimo di lusso e spesso ci si concede qualche coccola in più proprio in questa occasione. I tour operator e le agenzie, consigliano dunque hotel e resort che offrano il massimo in termini di comfort, posizione e trattamento, il tutto sempre con occhio di riguardo all’aspetto culinario. Questo solo per spiegare le differenze sostanziali tra i viaggi fai da te e quelli organizzati, ora tocca a voi prenotare quello che fa al caso vostro! 🙂
    Grazie e a presto,
    Tahiti Tourisme Italia

    • Rispondi agosto 29, 2014

      Elisa e Luca

      Grazie a voi. Avete letto anche gli altri post?

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.