Istanbul, pagina dopo pagina

Oggi ospitiamo un’altra amica sul blog, Valentina, conosciuta sui banchi virtuali di Sqcuola di Blog. Il racconto della sua Instanbul segue un filo immaginario che ci è piaciuto tantissimo, è un percorso sulle orme dei libri che hanno parlato della perla del Bosforo. E’ proprio il caso di dire: buona lettura!

Una “reunion” che meritava di essere festeggiata per bene e così, io e le mie tre compagne di viaggio (nonché ex compagne di università) abbiamo scelto Istanbul come meta: di nuovo insieme dopo 10 anni, in una città che nessuna di noi aveva mai visto, pronta per essere scoperta.

Istabul cosa vedere

Aya Sofia, la Mosche Blu, il Topkapi, i bazaar… Certo, avevo una gran voglia di vedere tutto questo, ma per me – lettrice appassionata – Istanbul è soprattutto suggestione letteraria. Mi sono infatti innamorata di questa città ancora prima di vederla, grazie alla voce Pamuk, premio Nobel per la letteratura e narratore per eccellenza della vita sul Bosforo. Ma non solo, la Porta d’Oriente compare in tantissimi romanzi ed è stato inevitabile incontrarli nelle tappe della nostra breve vacanza.

Istanbul cosa vedere

Così, ci ritroviamo sulla soglia del Museo dell’Innocenza, dedicato all’omonimo romanzo di Pamuk. Il museo raccoglie tutti gli oggetti legati alla passione di Kemal per la bella Fusun: di sicuro colpisce la parete con le migliaia di mozziconi fumati dalla protagonista nell’arco degli anni! Per godersi la visita occorre aver letto il libro, altrimenti è difficile apprezzare la successione di oggetti quotidiani raccolti nei tre piani del museo. Soprattutto considerando che l’ingresso costa 25L (quasi 9€)!

Noi siamo arrivate al museo scendendo da piazza Taksim verso Cihangir e infine alla zona di Çukurcuma Caddesi: per chi ha tempo vale sicuramente la pena perdersi in questi quartieri di Beyoglu. Poco turistici, ma ricchi di localini colorati, bancarelle piene di frutta e verdura e, infine, negozi di antiquariato e modernariato che invitano a curiosare nella massa variopinta e intricata di oggetti di ogni tipo.
Un ultimo consiglio: a pochi passi dal museo, su Tomtom Mah. Boğazkesen c’è l’ Hisko Köfte Kebap Salonu, un ottimo localino per uno spuntino veloce. Noi abbiamo preso moussaka e le köfte (polpette) grigliate, da leccarsi i baffi!
Istanbul cosa vedere

La visita successiva ci porta sulle orme di tutt’altro autore: tocca a Dan Brown! La Basilica Cisterna ( Yerebatan Sarayi) compare infatti nella parte finale del romanzo Inferno, thriller uscito nel 2013. La Cisterna si trova a pochi passi da Aya Sofia e dall’esterno rivela ben poco di quel che aspetta il visitatore: bisogna infatti scendere sotto al livello del terreno per scoprire questo spazio stupefacente. Si tratta di una vasta sala a colonne, tra cui si può passeggiare passando su una passerella di legno, e la cui atmosfera misteriosa è accentuata dall’illuminazione.

L’ingresso alla Cisterna (10L) non è incluso nella Museum Card e c’è spesso coda per entrare: noi abbiamo aspettato meno di un quarto d’ora presentandoci poco prima dell’ora di chiusura.

Istanbul cosa vedere

L’ultima tappa di questo tour letterario multigenere non poteva che essere il Pera Palace Hotel, dove si narra che la sublime Agatha Christie abbia scritto il suo Assassinio sull’Orient Express nella stanza 411. Costruito nel 1892 per ospitare proprio i ricchi viaggiatori che arrivavano in città con il mitico convoglio, conserva ancora tutta l’eleganza e il fascino dell’epoca. Si possono ammirare il foyer, l’ascensore e perfino la portantina utilizzata per portare gli ospiti alla stazione! Da non perdere uno spuntino dolce nella pasticceria dell’hotel: tutta in rosa, sembra una caramella…  in attesa di Poirot!

Se poi volete scoprire cos’altro ho visto a Istanbul, qui ci sono tutte le tappe del mio viaggio: www.pinterest.com/timovale/valeinistanbul/

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5 commenti

  • Rispondi luglio 14, 2014

    bertrando di renzo

    Ciao Elisa
    ho letto come sempre con piacere il post su Istanbul città che, come sai, sta diventando la mia seconda casa. Una meta sempre più visitata anche se spesso vista con quella fretta dei turisti che in tre giorni vogliono fare tutto (incluso starne solo uno al Grand Bazar).
    Come dice Valentina Istanbul è anche città di cultura che ha ispirato tanti libri ma che, sempre di più, viene vissuta e vista anche attraverso gli occhi dei lettori dei tanti scrittori locali che stanno riscuotendo fama internazionale.
    Anche il mio percorso “letterario” con Istanbul è iniziato con Pamuk, ma quello d’antan, grazie a “Il mio nome è rosso”. Un libro bellissimo che ti trasporta nel mondo dei miniaturisti, nei meandri segreti di quegli artisti che lavoravano per il Sultano realizzando per lui delle opere uniche. Un libro che mette a confronto il vecchio con il nuovo (dell’epoca) con la richiesta del sultano di avere un ritratto.
    Un ritratto, che si dice che Bellini abbia realizzato di Mehmet II (molti ritengono che l’originale sia andato perso), è alla base anche del bellissimo romanzo di Nedim Gursel “I turbanti di Venezia”. Entrambi i libri possono non descrivere Istanbul (Il mio nome è rosso un po’ lo fa) ma descrivono il carattere dei turchi, la loro cultura perchè visitare una città è anche catturarne l’anima.
    Se poi si vuole parlare della istanbul raccontata da un viaggiatore bisogna partire da “Costantinopoli” di Edmondo de Amicis. A tutti è stata inferta la lettura di Cuore a scuola ma De Amicis era un viaggiatore attento e colto e riportava tutto nei minimi dettagli.
    Bellissima la sua descrizione all’arrivo in barca a Costantinopoli. La penisola storica che inizia a mostrarsi, Galata con la torre dietro e il ponte sul Corno d’oro pieno di gente e attività.
    Le stesse sensazioni che qualsiasi viaggiatore, io almeno le ho sentite, può ancora provare.
    basta prendere un traghetto che vada alle isole e si riveve quel sentimento di trovarsi di fronte a qualcosa di unico ed eccezionale.
    Ancora più belle sono le sue immersioni nei quartieri della Istanbul di fine 800.

    Ma lasciando il passato (e un italiano) Istanbul è stata raccontata un milione di volte. In saggi, romanzi d’amore, drammi, gialli.
    Esmahan Aykol descrive la Istanbul di Galata e dintorni, quella degli appartamenti senza ascensore, delle consegne di tè ai negozi, del cibo a domicilio (paket come dicono loro).
    La Istanbul vista e vissuta da una tedesca, protagonista, e quindi straniera che però viene subito catturata dal vortice della città e della sua gente.
    William Goodwin parla della Istanbul di Pera, quartiere che ancora esiste, quella delle ambasciate, dei sultani, degli eunuchi e degli incendi . Delle torri e degli appuntamenti furtivi.
    L’Istanbul che guardava alla Francia e all’Inghilterra come modelli di stile.
    Ci sono poi Elif Shafak, Orhan Kemal (considerato il padre degli scrittori turchi) Perihan Magden (che tutti dovrebbero leggere).
    concludo con due piccole note. La prima riguarda i libri dei Mehmet Somer. Libri gialli che hanno come protagonista un travestito che vive e lavora a Istanbul. I riferimenti sono alla Istanbul attuale (il locale di fatto esiste).
    Mentre ritornando agli, in questo caso alle, italiani c’è un recente libro di Adele Cambria. Un diario di viaggio fatto in occasione del suo ritorno a Istanbul dopo 20 anni.
    Molte le imprecisioni ma belle le descrizioni dei luoghi.

    ciao

  • Rispondi luglio 16, 2014

    Valentina

    Buona sera Bertrando!
    Che bello il tuo commento, mi ha fatto venir voglia di leggere ancora di più e scoprire tutti gli autori che citi e che non conosco. Pamuk è stato il mio primo approccio letterario alla Turchia e ho iniziato proprio da “Il mio nome è Rosso”, che come te ho trovato bellissimo e affascinante. Da lì sono approdata a Istanbul, Neve e Il museo dell’innocenza: quest’ultimo mi ha colpito particolarmente proprio per la volontà dell’autore di uscire dalla sfera del romanzo e entrare letteralmente nella vita della città con il museo reale.
    Penso che per i lettori appassionati sia inevitabile, viaggiando, cercare di rintracciare i luoghi descritti nei loro libri preferiti o significativi nella vita dell’autore: è come ritrovare dei vecchi amici, no? Che magari ti fanno apprezzare (o scoprire) lati della destinazione meno noti e scontati.
    Grazie ancora e a presto.
    Magari per parlare del prossimo viaggio a Istanbul 🙂

    • Rispondi febbraio 5, 2015

      Patrick

      Sono capitato solo oggi su questo post perché ne ho scritto anche io uno sull’Istanbul ‘letteraria e scopro libri che mi ero dimenticato… e poi questo densissimo commento di Bertrando con molti libri che mi annoto (e molti che ho già letto, come Il mio nome è rosso, e De Amicis, che ho citato).
      Amo fare queste scoperte 🙂

      • Rispondi febbraio 6, 2015

        Elisa e Luca

        Grazie Patrick 🙂

  • Rispondi febbraio 5, 2015

    MartaTamiazzo

    Istanbul e i libri sono un binomio affascinante e il viaggio di Valentina me lo ha fatto vivere pienamente. Ho avuto la fortuna di visitare la città qualche anno fa, durante uno dei primi viaggi con quello che poi è diventato mio marito. Ci siamo limitati al giro classico, ma quando torneremo con nostra figlia prenderò in considerazione i tuoi spunti. Grazie mille, a presto Marta

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.