Brasilia non è quello che ci aspettiamo dal Brasile

Ciao ragazzi benvenuti al consueto appuntamento dello special guest del mercoledì. Oggi abbiamo il piacere di ospitare Giovanni, un grande viaggiatore che da circa 6 anni è in “un viaggio continuo” con la sua fedele macchina fotografica. Giovanni ama documentare i suoi spostamenti e spesso scrive un diario di bordo. Attualmente è a Brasilia e ci scrive da lì, buona lettura e soprattutto buona visione di immagini favolose!

Brasilia, questa sconosciuta.
Qual’è la capitale del Brasile?” Questa domanda, ancor oggi, può provocare spiacevoliaumenti di pressione sanguigna, eccessiva sudorazione e stati di confusione.

Brasilia cosa vedere in Brasile

Alvorada

Per quanto la voglia di dire Rio o Salvador sia irrefrenabile – ipotesi valide fino ad un tempo fa – la risposta é ben altra. Partiamo da lontano: nel 1854, il buon Giovanni Melchiorre Bosco, all’epoca Don Bosco, sognò la nascita di una città futuristica, posizionata tra il 15 ed il 20 parallelo. Proprio lì, nel bel mezzo del nulla della nazione-continente brasiliana. Decenni dopo, l’allora presidente Juscelino Kubitschek, decise che era arrivato il momento di spostare la capitale verde-oro dall’affollata “cidade maravilhosa” di Rio. Con grande malumore del popolo carioca,decise di costruirla, guarda caso, proprio in quell’area.

Brasilia non é quello che noi europei ci aspettiamo dal Brasile.

Non ci sono spiagge, ne tantomeno resti coloniali di quel che fu. Qui, fino a 60 anni fa, non c’era un bel nulla. L’intero piano urbano e architettonico fu affidato rispettivamente al duo Lucio Costa – Oscar Niemeyer, che hanno lasciato la loro griffe indelebile nella città pianificata più giovane al mondo.

Brasilia cosa visitare in Brasile

Congreso Nacional

La metropoli, inaugurata il 21 aprile 1960 dopo circa 4 anni di lavori, e dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1967, sulla carta doveva ospitare non più di 500mila persone. Oggi ne conta più di 2,5 milioni, posizionandosi così al 4o posto delle città più popolose del paese.

Vista dall’alto, Brasilia ha la forma di un aeroplano.

Qui tutto é stato progettato con (quasi, siamo pur sempre in Sud America!) estrema accuratezza. Le due ali chiamate con non troppa fantasia, Norte (Nord) e Sul (sud) ospitano le aeree residenziali, chiamate a loro volta Superquadra Sul (SQS) e Superquadra Norte (SQN).

Brasilia

Itamaraty

I palazzi possono avere massimo 6 piani e devono essere organizzati in base a coordinate cardinali predisposte dall’urbanista. Ogni “bloco” ha i suoi servizi adiacenti: scuole, supermercati, posto medico e cosi via. Ma per tutto il resto (ospedali, banche, commerci etc) esistono apposite zone.

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Museo Nacional

Ma se volete vedere il vero prototipo urbanistico, bisogna andare alla quadra 308 sud, conosciuta come “quadra modelo”. Qui risiede il vero progetto di Lucio Costa: nei suoi piani doveva essere replicata per tutto il Plano Piloto (così pero non è stato). In questa sua visione, i condomini degli 11 palazzi-orizzontali avrebbero avuto a disposizione di tutto il necessario per vivere, tra cui un cinema, una chiesa ed un centro sportivo.

Qui, come Manhattan, le vie non hanno un nome, ma bensì numeri che si attengono ad una più-o-meno fitta griglia: ci si può dare appuntamento ad esempio alla “308 Sul” o alla “412 Norte”. Il corpo centrale dell’aeroplano é stato dedicato interamente alla politica.

Brasilia

Esplanada

L’Esplanada é infatti il lungo corridoio che collega la Rodoviara (stazione dei bus e della metro) con tutti gli edifici del potere. Ogni ministero ha il suo palazzo, fino alla fine dove si incontra il Parlamento (Congresso Nacional), con le due simboliche torri e ai suoi lati – in classico stile Niemeyer – la camera dei deputati e il senato. Tornando verso la Rodoviara, si scorge il Museo Nacional (museo d’arte), con una caratteristica forma sferica, e la cattedrale: in entrambi vale la pena fare una visita.

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Catedral

Brasilia può sembrare effettivamente un’utopia, completamente al fuori dei canoni brasiliani.

Ma, a parte questa forte connotazione politica e quest’ossessiva ricerca dell’ordine, la qualità della vita è relativamente alta. È una città immersa nel verde e che conta il maggior numero di parchi urbani in Sud America.

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Esplanada

Io amo definirla come la “città futuristica intrappolata negli anni 70”. Se passate di qui, quello che vi consiglio di fare è di andare a zonzo tra le varie quadre, immergervi nella vita reale dei brasiliensi – tra architettura e natura – e sentirvi affascinati dal fatto che la maggior parte dei vostri nonni e genitori hanno più anni di ciò che state calpestando.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.