Prepararsi alla rasoiata ovvero come sopravvivere al freddo inverno del Québec

È ora di alzarsi.

viaggio in inverno in quebec Esco dal letto, che durante le notte tra una moltitudine di coperte e cuscini ha assunto la forma di un igloo, e tiro le tende. Guardando il bianco che copre ogni cosa il primo pensiero che attraversa la mia mente assonnata è “Che temperatura mi aspetta là fuori?“.
Sì, perché puoi essere preparato fin quanto vuoi con abbigliamento pseudo-professionale ma alla fine nel gelo vero ci soffri se non ci sei nato.
E qui il gelo è quello vero, sono in Canada e oggi è il 2 Marzo. La primavera qui è ancora un miraggio, e pensare che una settimana fa avevo fotografato un paio di margherite sotto il caldo sole toscano.
Colazione abbondante fatta, attraverso la hall dell’hotel e apro la prima porta. Prima porta? Sì, per farvi capire il clima canadese torno a riavvolgere il nastro fino a ieri, il giorno del mio arrivo.
Dopo tre voli io e Gianluca il mio compagno di viaggio giungiamo a Québec (qui nessuno la chiama Québec City). Domando al banco informazioni dove siano i Noleggi Auto e l’addetto mi indica fuori, dall’altra parte della strada. Ringrazio e vado.
Arrivo alla porta scorrevole. La prima. Poi alla seconda. E poi finalmente alla terza ed ultima. Tre porte.
Per dividerti da cosa?
Dalla rasoiata che ti arriva in faccia quando entri a contatto con l’aria glaciale delle 18:00 ora locale. Recuperata l’auto getto un’occhiata sul termometro: -13C.
viaggio in inverno in quebec Torniamo all’hotel.
Prima porta. Mi accorgo che sbadatamente parlando con Michelle, la guida che ci ha messo a disposizione l’ufficio turistico di Québec, mi sono dimenticato di chiudere la giacca e infilare i guanti. Recupero in un attimo. Seconda ed ultima porta.
Eccola che ritorna.
La rasoiata. Questa volta il termometro segna -14C. E non si sposta da quel numero per tutto il resto della giornata. O almeno fino a quando non sono ritornato in albergo mezz’ora fa sotto la neve.
A proposito di nevicata, se qualcuno oserà ripetermi che quando c’è troppo freddo non nevica penso proprio che lo manderò a quel paese. Sono almeno sei ore che sta nevicando incessantemente.
viaggio in inverno in quebec Dicevo prima che bisogna nascerci per reggerlo il freddo.
La nostra simpaticissima guida parlando del clima e della grande escursione termica che c’è durante l’anno (d’estate si arriva anche a +32C qui a Québec) ci ha confidato del suo amore per la stagione invernale.
Appunto.
Ma è vero anche il contrario. Ci ha raccontato che suo fratello si è trasferito in Florida e che torna in Canada solo dopo Aprile.
Poi durante il pranzo mi guarda e mi fa “La birra ti ha fatto effetto, sei tutto rosso“. Io la guardo e non capisco se stia scherzando oppure no. Siamo appena entrati in un ristorante e ho affrontato un cambio di temperatura di almeno 40 gradi. Ieri sera combattendo contro il fuso orario io e Gianluca siamo andati a piedi a cena in un pub. Ogni tanto capitava che entrasse qualche locale. Con la giacca aperta e sotto una maglietta di cotone. Durante la nostra permanenza all’interno del pub fuori è scoppiata improvvisamente la primavera? No. Siamo ritornati all’albergo praticamente volando per il freddo pazzesco.
Poi stamattina vedo una ragazza spingere un passeggino che non ho capito se al suo interno sotto una pila di coperte di lana contenesse un bambino oppure stava semplicemente tornando dalla lavanderia.
viaggio in inverno in quebec Insomma, l’unica cosa che ho capito è che la rasoiata ognuno l’affronta in maniera differente.
Un po’ come la vita.
Chi in maniera spavalda e chi in maniera più prudente. Io l’affronto con un paio di scarponi nuovi di zecca, pantaloni da sci, doppia maglia di cotone a maniche lunghe, maglione di lana antiproiettile, giacca vento collaudatissima, berretto in 100% lana. E non basta.
È quasi ora di cena.
È quasi ora di uscire.
È quasi ora della rasoiata.

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7 commenti

  • Rispondi marzo 3, 2014

    La Ste

    La rasoiata rende davvero l’idea! Belle parole, che quasi ti portano li!

    • Rispondi marzo 20, 2014

      Elisa

      La consiglio a tutti! Grazie Ste!

  • Ho avuto un brivido di freddo solo a leggerti.. hai proprio ragione! Bisogna nascere in questi posti per arrivare ai livelli della magliettina di cotone con -13 gradi! 😉

  • Rispondi marzo 3, 2014

    Amisaba

    Luca, sto seguendo questo tuo viaggio attraverso le foto che pubblichi e ogni volta dico ‘bella foto; ma non lo invidio per niente’ e mi riferisco proprio al freddo che riesco solo ad intuire dalle foto perchè -14 gradi non riesco proprio ad immaginare come sia. Bel post e di sicuro una bellissima esperienza quella che stai facendo ma a ognuno la sua temperatura 😉

    • Rispondi marzo 20, 2014

      Elisa

      Dài Amina, il freddo è davvero “tosto” ma la bellezza del Québec è talmente incredibile che è quasi quasi ci si dimentica della “rasoiata”… 🙂

  • Rispondi marzo 4, 2014

    Michela

    Bellissimo! Anche il freddo così pungente ha il suo perchè.Per un pó di tempo non è male, quel senso come di bruciore che senti intenso nelle narici. Per un pó, appunto. Poi invece, è tempo di godersi qualcosa di caldo. Bravo! Bell’articolo

    • Rispondi marzo 20, 2014

      Elisa

      Grazie mille Michela!

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.