Fotografare in condizioni estreme

Qualche giorno fa, un amico blogger ha esplorato in lungo e in largo la Norvegia.

Parlandone con lo staff di Miprendoemiportovia, è saltato fuori che sarebbe stato interessante discutere di come fotografare in condizioni estreme.

In effetti, la maggior parte delle fotografie che ci fanno fare Wow è stata scattata in situazioni quanto meno difficili (dal punto di vista fotografico e non): all’alba o al tramonto, in riva al mare, in cima ad una montagna, di notte, durante una tempesta o una nevicata, in pieno inverno.

Di getto mi sono venute in mente queste ma si potrebbero aggiungere il vento, il forte caldo, il deserto, ecc. Puoi fidarti quasi sempre degli automatismi della macchina ma ognuno di questi scenari ti costringerà ad adottare alcuni accorgimenti per correggere il tiro.

Freddo

Il freddo è positivo per la fotografia, i colori sono più saturi perché spesso l’aria è più limpida e le immagini sono più nitide perché c’è meno diffrazione.

Il problema principale riguarda le batterie: lasciarle a -15/-20 gradi (anche senza usarle) vuole dire ammazzarle in meno di un’ora. Il trucco è averne una di riserva da tenere in una tasca interna, al caldo, da sostituire ogni tanto con quella esposta al freddo: infatti la batteria “morta” si riprende se tenuta al caldo.

Un altro problema è la condensa: hai presente cosa succede alle persone con gli occhiali quando passano da un posto molto freddo ad uno caldo? Per le macchine fotografiche è lo stesso.

fotografare in situazioni estreme

Nebbia, neve e grandine, pioggia e tempesta

Dal punto di vista fotografico, nebbia neve e grandine costringono ad una sovraesposizione che potrà essere fatta molto semplicemente con una compensazione su una reflex e con un’apposita modalità di scatto sulla compattina.

La ragione di esporre più del necessario è nascosta nel modo di ragionare delle macchine fotografiche: se vedo tutto bianco significa che sto esponendo troppo e quindi diminuisco i tempi.

Il problema è che se la macchina accorcia i tempi, i bianchi candidi della neve diventano grigi.

Il fotografo invece sa che tutto quel bianco deve essere ripreso cosi come è e quindi forza la macchina a sovraesporre.

A parte poche reflex PRO da migliaia di euro dovrai anche preoccuparti dell’umidità (ci sono apposite custodie impermeabili a pochi euro su Amazon o Ebay) e comunque sarà meglio controllare la lente frontale prima di ogni scatto per togliere eventuali gocce d’acqua o cristalli di ghiaccio che rovinerebbero la foto.

Potrai anche incontrare anche problemi con l’autofocus perché, se le precipitazioni saranno intense, la macchina non riuscirà a capire a che distanza mettere a fuoco. Sulle reflex è facile, basta mettere la messa a fuoco manuale…sulle compatte un po’ meno, si va a fortuna.

Dal punto di vista artistico, utilizzare tempi lunghi trasformerà le singole gocce (o fiocchi, o chicchi) in scie, regalando dinamicità alla scena.

Mare

Salsedine, ecco il nome del tuo nemico!

Si infilerà in ogni fessura del tuo treppiede e della tua macchina fotografica, si depositerà sulla lente frontale dell’obbiettivo riempiendo di macchie e aloni le tue foto, aiuterà i granelli di sabbia ad attaccarsi al vetro e corroderà TUTTO….(ora ci starebbe bene una risata malvagia)…

A parte gli scherzi, con sabbia e salsedine non si scherza proprio quindi se vuoi fare una spedizione fotografica in riva al mare ricordati di portare un pennello per lenti/obiettivi, uno straccetto di quelli che si usano per pulire gli occhiali e uno spray apposito per pulire le lenti (evapora all’istante senza lasciare tracce).

Non pensare di essere abbastanza lontano dal mare: basta un’ondata e il vento spingerà inesorabilmente verso di te la spuma nebulizzata. Togliere e mettere il tappo all’obbiettivo anche più volte in un minuto potrebbe sembrare sciocco ma in questi casi ti salva.

fotografare in situazioni estreme

Sabbia e polvere

Queste due gemelline riescono ad infilarsi ovunque! Ogni volta che userai il tuo zoom allungando ed accorciando l’obbiettivo pensa che in pratica è un soffietto che aspira polvere verso l’interno. Anche cambiare obbiettivo (o la memory card) causerà ingressi di granelli vari dentro al corpo macchina.

Cosa fare? Per prima cosa evitare di tirarti la zappa sui piedi cambiando lente sulla spiaggia o nel deserto mentre c’è qualche folata di vento. Se proprio devi farlo, cerca un posto riparato o impara a farlo alla cieca, cosi potrai farlo con le mani dentro allo zaino senza guardare!

Con te porta sempre una pompetta per soffiare via i granelli dalla lente e dal sensore.

fotografare in situazioni estreme

Vento

Con il vento non si scherza: sarà in grado di farti tremare la macchina da rendere mossa ogni tua foto. Cerca di rendere il tuo tempo di scatto il più breve possibile, magari aumentando la sensibilità (ISO) di un passo o due (da 100 a 200/400 ad esempio). Non fidarti dell’ISO automatico perché la reflex deciderà la sensibilità in base alla scena senza considerare il vento.

Se scatti con il treppiede, cerca di ancorarlo ad un peso (un sasso, uno zaino) per evitare che si muova troppo o si ribalti. Mi raccomando: qui su Miprendoemiportovia vogliamo vedere le tue prossime foto, inviacele e ti daremo tutti i consigli di cui hai bisogno o semplicemente ti diremo bravo!

Ci contiamo, alla prossima

Emi

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4 commenti

  • E’ arrivato questo super articolo interessantissimo! 😀 Bravo! Orgogliosa di fare parte di questo staff!

  • Rispondi febbraio 27, 2014

    Manuela

    I consigli di Emi sono sempre unici.
    Sapete bene che adoro la fotografia e.. sì, ho ancora tanto ma davvero tanto da imparare.
    Per esempio non sapevo nulla del pennello… grazie! 🙂

  • Rispondi marzo 1, 2014

    Emi

    Cara Manuela, “necessità aguzza l’ingegno” dicevano le generazioni precedenti! 🙂
    Non hai idea delle cose che ho fatto durante le mie spedizioni fotografiche…una volta, a -20°C avevo il respiro che si congelava sul display e sul mirino della reflex ed ho improvvisato una specie di boccaglio per portare il mio respiro dietro le spalle 🙂
    Un’altra volta andavo in giro con i guanti da chirurgo perché la pioggia era troppo fredda per sopportarla…almeno rimanevo asciutto…
    Però che soddisfazioni quando torni a casa!

    Scatta molto e confrontati, vedrai che imparerai tutto quello che serve, mandami anche delle foto senza problemi se hai qualche dubbio da chiarire o vuoi un parere ok?

    PS:Grazie Lucia!

    • Rispondi marzo 1, 2014

      Elisa

      Emi la tua rubrica è davvero molto bello ed utilissima e ci fa tanto piacere che i lettori l’apprezzano!

Più che un fotografo è un nomade, quando non è impegnato ad insegnare fotografia in uno dei suoi workshop o ad assecondare un cliente per un servizio fotografico, l'istinto lo porta a mollare tutto per esplorare mari e montagne. Da poco ha felicemente scoperto che suo figlio di 4 anni ha nel sangue la sua stessa irrequietezza e quindi partono in due con tenda, zaino e macchina fotografica.