Abruzzo una transumanza culturale

Oggi vi racconto cosa vedere in Abruzzo, regione dal fascino ancora poco esplorato, ricca di storia e cultura, ricca di bellissimi borghi e natura rigogliosa.

Ancora fino agli inizi del Novecento, l’Abruzzo era legato al concetto di transumanza che racconta il percorso che i pastori facevano conducendo il gregge dalle montagne al mare e viceversa.

Quest’immagine ha limitato molto l’immaginario turistico di questa terra che vanta il titolo di Regione Verde d’Europa, dovuto ai suoi tre Parchi nazionali ed ospita 22 località presenti nel prestigioso Club “I Borghi più Belli d’Italia”. L’Abruzzo rimane ad oggi poco valorizzato turisticamente.

Durante un week end ho attraversato il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise le cui vette sono meta di sciatori soprattutto dal centro- sud Italia per raggiungere Scanno, un placido borgo medioevale nei cui pressi c’è un incantevole lago dalle acque smeraldo.

Abruzzo

Poi è stata la volta del Parco della Majella insignito della certificazione di  PAN Parks (Protected Area Network) il cui fine è garantire la conservazione del patrimonio naturale europeo mediante la creazione di incentivi alla conservazione della natura, attraverso partnership tra Enti, operatori economici, attori locali per implementate forme di turismo sostenibile.

La meta finale è stata Pacentro che presidia la Valle Peligna e affascina il viaggiatore con il suo vivace borgo medioevale, i resti del Castello dei Cantelmo del XIV sec. e la chiesa di Santa Maria Maggiore.

Cosa vedere in Abruzzo Cosa vedere in Abruzzo Cosa vedere in Abruzzo

L’esperienza che ho scoperto troppo tardi per realizzarla è la ciaspolata, anzi la Ciaspolenta per passeggiare tra i boschi innevati alla scoperta della flora e della fauna e premiarsi dopo lo sforzo con i sapori della cucina locale.

La stagione invernale volge ormai al termine, ci incontriamo in Abruzzo per scoprirne il fascino misterioso e l’incredibile varietà culturale?

Post scritto dalla tata collaboratrice Cristina Felice Civitillo

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classe 1982, per lei viaggiare è ascoltare la storia che i luoghi e le persone vogliono raccontarti e trovare immagini e parole per trasferire agli altri le emozioni che l’esperienza ha regalato. Pianifica ogni viaggio con la stessa premura con cui lavora salvo poi dimenticare gli appunti e le mappe da qualche parte e girovagare spinta dalla curiosità.