Il Carnevale di Venezia un classico irrinunciabile

Buongiorno cari viaggiatori. Oggi sul blog tornano gli amici Italia in Valigia per parlarci del Carnevale di Venezia. Un classico irrinunciabile.

Non abbiamo fatto in tempo a riporre albero e presepe che già tocca organizzarsi per le prossime feste! Fortunatamente quella che ci aspetta è la più colorata, allegra, simpatica delle ricorrenze: parliamo di Carnevale ovvio!

Tutto lo stivale si riempie di carri allegorici, maschere, stelle filanti e coriandoli! Ma quando si parla di Carnevale solo uno si merita l’appellativo, l’unico, originale è sicuramente il carnevale di Venezia! La prima testimonianza risale ad un documento del 1904 del Doge Vitale Falier dove si per la prima volta viene citato il vocabolo Carnevale.

Un giorno in laguna durante questo periodo può essere il giusto compromesso per visitare la città, godersi la festa e perdersi tra i suoi canali!

Per gli amanti dell’arte tappa obbligata è il “Peggy Guggenheim Collection”. Affacciato sul Canal Grande il museo, un tempo abitazione privata di Peggy Guggenheim, raccoglie una collezione più piccola rispetto a quella degli altri musei Guggenheim ma non per questo meno degna di visita. Nella casa-museo sono concentrati alcuni lavori del modernismo statunitense e del Futurismo italiano. Picasso, Dalì, Magritte, Pollock, sono solo alcuni degli artisti che potrete ammirare!

Un giorno a Venezia Prima di immergerci nel clima festaiolo consiglio una visita al ghetto ebraico. Situato nel sestriere di Cannareggio è stato il primo ghetto d’Europa. Oggi è un vivo e frequentato quartiere dove si trovano ancora le istituzioni religiose e amministrative ebraiche, il museo ebraico e cinque sinagoghe.

Dal ghetto ebraico ci spostiamo verso Piazza San Marco, nel tragitto tappa “obbligata” è il Ponte di Rialto! E’ uno dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande e sicuramente il più famoso e conosciuto! Qui si fermavano le grandi navi mercantili per scaricare spezie, sete, tessuti, oggi invece è una delle mete turistiche più frequentate della città. Foto ricordo e via, dritti verso la prossima meta.

Piazza San Marco, oltre a stupirci per la sua bellezza è anche il centro dei festeggiamenti carnevaleschi (quest’anno in programma dal 15 febbraio al 4 marzo). E’ proprio qui che si svolge il tradizionale “volo dell’angelo”. Tutti con il naso all’insù, domenica 2 marzo, per assistere al volo che parte dalla cima del campanile di San Marco fino a raggiungere il centro della piazza. Vi consiglio di arrivare presto per assicurarvi un posto in prima fila!

Durante il Carnevale è sicuramente più difficile visitare la città per la grande affluenza di persone, ma in nessun altro periodo dell’anno vi capiterà di assistere a questo tripudio di maschere.

Con un po’ di impegno e cercando di non calpestare nessun abito, visitiamo la Basilica di San Marco, diamo un’occhiata alla Torre dell’orologio e scattiamo una foto al simbolo della città: il leone di San Marco.

Ponte dei Sospiri è la nostra ultima tappa prima di lanciarci in balli e festeggiamenti e salutare Venezia. Il Ponte a poca distanza da piazza San Marco, collega con un doppio passaggio il Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove e serviva da passaggio per i reclusi diretti proprio alle prigioni. La leggenda narra che i prigionieri attraversando il ponte sospirassero davanti alla prospettiva di vedere per l’ultima volta il mondo esterno.

Non ci resta che preparare la maschera e partire!

Se stai preparando un weekend a Venezia ti consigliamo di leggere:

Venezia: 5 idee per visitarla Low Cost

Sul Carnevale invece abbiamo scritto anche:

Incontri a Venezia

Venezia un altro carnevale è possibile

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1 commento

  • Rispondi febbraio 20, 2014

    Sardegna

    Bellissimo il carnevale di Venezia! Per chi ne ha la possibilità consiglio anche il tradizionale carnevale in Sardegna. In Sardegna il Carnevale del tempo più antico ha un insolito aspetto e il mistero avvolge il suo nome: Carrasegare. Il termine, tradotto alla lettera, vuoi dire “carne viva da tagliare”. Palese il richiamo al paganesimo che la Chiesa nascente condannava esortando i neo convertiti a non compiere riti e sacrifici crudeli al finir dell’ inverno. Nonostante il passare degli anni, sono vive tuttora le tracce di quell’antica memoria. Gesti, movenze e costumi si ripetono rispettando arcane regie. Una maschera greve di legno intagliato, sonagli pesanti e mastrucche di pelle danno vita a danze simboliche che rievocano riti ancestrali di morte e rinascita.

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.