Salerno si veste di luce

Quando le città decidono di vestirsi per le feste mettono in mostra la propria anima, che può esser più tradizionale, come i mercatini di Natale del Trentino Alto Adige e le vie dei presepi di Napoli, oppure più glamour, come le Luci d’Artista di Salerno.

Per l’ottavo anno si punta su questa manifestazione per far brillare di stupore gli occhi degli adulti e strappare un grido di stupore ai bambini.

Il tema di quest’anno, Neve di primavera, è stato sviluppato in quattro percorsi per accompagnare il turista alla scoperta della città e gli abitanti a vivere con rinnovata meraviglia la città e le sue peculiarità.

Il primo percorso è Il Natale con le luminarie che si fondono con lo stile delle vetrine.

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Poi si passa al percorso de Il tempo con le installazioni “Antartide” sul lungomare Trieste  e La “Primavera Rinascimentale” piazza Flavio Gioia.

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Attraversando i vicoli del centro storico adornati di bellissimi fiori realizzati con plastica riciclata,

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si raggiunge l’ambientazione fantastica de Il mito con un susseguirsi di lanterne, ciliegi e il dragone cinese

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ma il luogo dove la magia ti avvolge è senza dubbio “Il Giardino Incantato” dove prende vita Il sogno e la flora e la fauna terreste cedono progressivamente il passo a quella marina.

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Le Luci d’artista ci portano in un’atmosfera onirica ed è un peccato dover attender un anno per scoprire  quanto si sarà spinta oltre la fantasia degli artisti, sarà una attesa ricca di aspettative, che Salerno, nuovamente, non deluderà.

Informazioni:

Vi consiglio di scaricare l’app Luci d’artista Comune di Salerno per programmare la visita, prenotare il parcheggio, fruire degli approfondimenti inquadrando con la webcam del cellulare i QRCode sulla cartina o sulla segnaletica.

Il Comune ha predisposto un ampio parcheggio allo Stadio Arechi (2€) con servizio navetta fino a pizza Concordia (biglietto 2,40€) o metropolitana fino alla stazione.

Per mangiare potete spilluzzicare nei chioschi delle fritture e dei dolci, oppure, se l’atmosfera spartana non vi spaventa, potete cercare nei pressi del Duomo l’Hostaria Il Brigante dove si propongono specialità della cucina cilentana e lucana circondati dai racconti delle gesta di quelli che la storiografia ufficiale ha definito briganti.

Post scritto dalla tata collaboratrice Cristina Felice Civitillo

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classe 1982, per lei viaggiare è ascoltare la storia che i luoghi e le persone vogliono raccontarti e trovare immagini e parole per trasferire agli altri le emozioni che l’esperienza ha regalato. Pianifica ogni viaggio con la stessa premura con cui lavora salvo poi dimenticare gli appunti e le mappe da qualche parte e girovagare spinta dalla curiosità.