Raval il quartiere che vibra

Stamattina mi sono svegliata di buon’ora perchè prima di andare al lavoro era mia intenzione pubblicare un post. Accendo il computer e apro la posta elettronica. Il messaggio che leggo mi paralizza “che è successo al tuo blog?” digito febbrilmente sulla tastiera il nostro indirizzo. HACKERATO. Panico. Chiamo Nick via skype, Santo subito, il ragazzo che si occupa del back up del nostro blog, se questa fosse una casa reale e non solo virtuale Nick sarebbe il custode del palazzo.

Ora il blog è online, io ho perso qualche milione di anni di vita ma posso finalmente scrivere il post che avevo in mente questa mattina, parlarvi del Raval, uno dei quartieri più fighi di Barcellona.

L’ho conosciuto grazie alla mia amica Silvia che ce lo consigliava in questo post: cosa fare tre giorni a Barcellona.

Visto che adoro Silvia (è la nostra testimone di nozze) e tengo ben in conto le sue opinioni in questo nostro ultimo viaggio a Barcellona abbiamo destinato una mezza giornata alla visita di questo quartiere.

E’ uno dei quartieri più multietnici di Barcellona, si trova ad ovest della Rambla e in passato era riconosciuto come il Barrio Xino, uno dei quartieri più malfamati della capitale Catalana.

Non c’è che dire il Raval ha carattere.

Lo si sente quando si percorrono le sue vie a sud verso il porto, vie a volte maleodoranti, vie vestite di panni alle finestre e di barbieri con taglio a quattro euro.

Il Raval è un posto strano.

Da quando l’amministrazione ha tentato di riqualificarlo nella stessa strada ti puoi imbattere in uomini in cravatta e prostitute.

Il Raval è arte.

Da quando è diventato la sede del Museo d’arte contemporanea della città nei dintorni sono nate come funghi gallerie d’arte e librerie trendy oltre a negozi di vestiti artigianali alla moda.

Il Raval vibra.

Di giorno capisci di essere arrivato al Raval perchè ovunque senti il rumore dello skateboard che sfreccia sull’asfalto, non uno, non due ma a decine. Tutti coi loro cappellini, le felpe larghe e la passione di passare il tempo a volteggiare incontrandosi davanti al MACBA (che è vero diciamolo in sé all’interno non è un gran ché ma poco importa visto che è fuori che ti attende il vero spettacolo).

Il Raval è autentico.

Noi ce ne siamo innamorati ma forse non è un quartiere per tutti purtroppo è noto per essere frequentato dai borseggiatori perciò va da sè che di notte occorre porre un po’ di attenzione. Ma perdere la sua notte durante un viaggio a Barcellona sarebbe un vero peccato, è una notte che pulsa e non è da tutti.

Del Raval abbiamo scelto di scattare una storia ad immagini del MACBA e dei suoi skater, per il resto abbiamo lasciato la macchina fotografica nello zaino e ci siamo portati a casa delle foto mai scattate che rimarranno per sempre solo nei nostri ricordi, fotografando gli abitanti del Raval ci sembrava di “rubare” un pezzettino di Barcellona non nostro, e a volte in  viaggio devi capire quando a casa non puoi portarti tutto.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.