Bruges ti incanta

Sono partita per visitare Bruges con tante aspettative, ma anche qualche piccola riserva: tutti la descrivono come un’incantevole città medievale, purtroppo però un po’ sfruttata dal turismo.

Bruges Bè, sarà che l’ho visitata in inverno che non è la stagione di punta per il turismo ma io l’ho trovata semplicemente splendida, con o senza turisti. Si raggiunge facilmente in un’ora di treno da Bruxelles e una volta scesi, con una camminata di circa un km, ci si addentra tra le viuzze lastricate del centro storico fino a raggiungerne il cuore, la piazza del mercato.

bruges Passeggiando tra i tipici vicoli medievali si respira una grande tranquillità e l’insieme di case e palazzi bassi, in pietra, donano alla città una grande eleganza. Raggiungiamo il primo dei numerosi edifici gotici imponenti che caratterizzano Bruges: la Chiesa di nostra Signora. La sua altissima torre si nota già da lontano ma tutta la struttura domina l’area, abbracciando lo sguardo da destra a sinistra.

Bruges Questo splendido edificio del XIII secolo vanta un interno veramente ricco con una scultura del Michelangelo raffigurante La Madonna con Bambino e un prezioso tesoro di opere d’arte del ‘400-500. Dall’altra parte della Chiesa sorge il museo d’arte più celebre della città: il Groeningemuseum. Questa galleria è il posto perfetto per ammirare le grandiose opere dei primitivi fiamminghi, un tempio sacro per gli appassionati d’arte. Proseguiamo lungo il viale principale verso il quartiere delle Beghine e rimango affascinata dagli scorci sul canale che si aprono da un lato e dall’altro della strada. Non posso non fotografare ogni angolo nascosto.

Bruges La città è movimentata, i negozietti artigianali pieni di turisti indaffarati, ma la città conserva un’atmosfera composta e rilassata. Prima di visitare il famoso Begijnhof decidiamo però di approfittare della visita guidata che sta partendo per fare una delle esperienze più belle del nostro viaggio nelle Fiandre: la visita al birrificio De Halve Maan, che produce la piuttosto conosciuta De Brugse Zot.

Bruges Scopriamo che lo stabilimento è l’unico a conduzione familiare rimasto nel centro di Bruges. Fondato nel 1856, ospita al suo interno un vero e proprio museo che spiega il processo di produzione della birra, andando di pari passo con lo sviluppo delle nuove tecniche che la famiglia implementò con il passare degli anni per modernizzare l’azienda, fino a diventare il birrificio di successo che è oggi.

Mi aggiro tra cisterne e macchinari antichi non senza rimanere affascinata da questo mondo che conosco così poco ma che ho imparato ad apprezzare in questo viaggio in Belgio. La visita del birrificio offre anche l’opportunità, salendo sul tetto, di ammirare una splendida vista della città e dei suoi eleganti edifici. Dulcis in fundo, ci attende la degustazione finale di un buon bicchiere nella birreria-ristorante dello stabilimento, che offre anche ottimi piatti della cucina belga. Non si può venire in Belgio e non assaggiare la carbonade flamande, un gustosissimo stufato a base di birra, o il lapin aux pruneaux, coniglio in salsa di prugne secche.

Bruges Percorriamo poche centinaia di metri e ci addentriamo nel quartiere delle beghine, un insieme di case bianche circondate da un giardino verde che dà vita a quella che è una piccola oasi di pace dal fascino senza tempo, che oggi ospita una congregazione di monache benedettine. All’interno si trova anche un piccolo museo dove approfondire lo stile di vita, gli usi e i costumi di queste suore laiche. Il fascino di questo luogo mi conquista, senza contare che in primavera deve essere ancora più magico.

Bruges Torniamo indietro e riprendiamo la strada principale per raggiungere la Basilica del Sacro Sangue, una chiesa gotica austera, in pieno stile medievale, che ospita all’interno una reliquia che si dice sia proprio il sangue di Cristo, accolto all’interno di un tabernacolo d’argento. Ma è ora di vedere il vero fiore all’occhiello di Bruges: la piazza del mercato. Quando ci si trova davanti, si rimane davvero rapiti dalla sua bellezza. Io l’ho ammirata con le luci della sera che illuminano questi edifici riccamente decorati, creando un’atmosfera unica.

Bruges Il monumento che attira subito l’attenzione è il Belfort, una torre campanaria del 1200 che si erge maestosa tra gli altri palazzi, ma ciascuno di questi monumenti merita attenzione perché sono uno più incredibile dell’altro. Un isolato più avanti si trova il centro amministrativo di Bruges, il Burg. Qui meritano una visita il Brugse Vrije, un tempo sede della Libertà di Bruges, il territorio autonomo della città dal 1100 fin quasi al 1800, e lo Stadhuis. Il municipio è semplicemente magnifico con la sua facciata quattrocentesca ricca di statue gotiche che raffigurano i nobili delle Fiandre e un interno splendente, soprattutto la sala gotica.

Bruges Il modo migliore di concludere la visita della città è quella di fare un po’ di shopping gastronomico, ammirando le numerose chocolaterie della città, veri e propri templi del cioccolato e in particolare dell’assoluta prelibatezza del Belgio: le praline. Per chi come me è un appassionato del cioccolato, qui potrebbe perdere letteralmente la testa!

Post scritto dalla tata collaboratrice Cristina Pasin

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2 commenti

  • Rispondi gennaio 26, 2014

    Serena

    Bruges è uno dei miei posti preferiti di sempre.
    Adoro le atmosfere medioevali e questa cittadina è un piccolo gioiello. Verissimo, non si può fare a meno di fotografare ogni angolo 😉
    E il quartiere delle beghine è incantevole, un piccolo paradiso di verde e di pace.

    • Rispondi gennaio 27, 2014

      miprendoemiportovia

      Ciao Serena

      innanzitutto complimenti per il tuo bel blog di cui ci siamo innamorati della grafica e non solo!
      Grazie per il tuo commento e arrivederci a presto

viaggiatrice appassionata, vive in simbiosi con la sua valigia, che dal Friuli l’ha portata in giro per il mondo. Ama fare esperienze autentiche e vivere in mezzo alla gente del posto, alla ricerca di emozioni vere. Ha viaggiato molto in Italia e visitato gran parte delle capitali europee, ma ha un debole per il Sudamerica e la sua cultura, che ha conosciuto attraverso due incedibili viaggi on the road in Messico e Perù. Travel blogger per passione, il suo blog è www.parliamodiviaggi.it.