In viaggio con l’ibrido alla scoperta del Trentino

Quello di oggi è un viaggio diverso. Un viaggio immaginario. A portarvi in giro sarà Alessandra, amica blogger di i viaggi dei rospi.

Per preparare questo viaggio virtuale, io ed Elisa, abbiamo pensato ai percorsi che abbiamo condiviso, alle destinazioni che ci hanno scaldato l’anima e a quello che più di tutto abbiamo a cuore: i nostri bimbi e il mondo che desideriamo per loro. Due mamme attente alla sostenibilità ambientale – seppur con le piccole, grandi incoerenze legate alla frenesia della quotidianità – amanti di una regione che del suo essere “green” ne ha fatto una vera e propria scelta di vita, in tutte le sfumature che questo colore disegna sulla tavolozza dei suoi monti.

A portarvi in giro con noi ci sarà l’ibrido Toyota che incarna l’essere green sulle quattro ruote.

Vi prendiamo e vi portiamo in Trentino!

pale-di-san-martino-autunno La nostra prima tappa sarà Passo Rolle.

Dopo una tazza di cioccolata calda lasciamo il Rifugio Capanna Cervino. Le Pale di San Martino, i giganti rosa della Val di Fiemme, si scaldano al tramonto, baciate ora dalla luce ambrata di un tramonto, ora dall’incessante trascorrere dei giorni di ottobre. Noi viaggiamo in famiglia, con i nostri bimbi – piccolissimi come Sebastiano – ben agganciati al sedile posteriore. Qualche tornante, si scende verso valle. Un veicolo silenzioso. Nessuna roboante sgasata. L’ibrido, il mezzo ideale su cui macinare km tra i tornanti che ci conducono fino al centro visitatori “Terra Foresta”. Uomo, macchina e ambiente lavorano in perfetta sinergia. Un’auto talmente silenziosa che sembra spenta. Non si producono rumori, non si corre il rischio di spaventare gli animali che liberamente abitano questi boschi e soprattutto le emissioni di CO2 sono ridotte al minimo.

Si guida nella pace di una valle che lontano dai periodi clou della stagionalità turistica, è abitata dai suoi veri protagonisti: cervi, volpi e scoiattoli.

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Seconda tappa: il Parco di Paneveggio che accoglie turisti di ogni età.

Siamo nella maestosa foresta demaniale che si estende per circa 2.700 ettari nella Valle del Travignolo. A dare il benvenuto ai viaggiatori, la vecchia segheria trasformata di recente in un meraviglioso Centro Visitatori, all’interno del quale è allestita la mostra “Biodiversità, riflessioni sulla molteplicità della vita”. Facciamo una sosta e prima di correre curiosi al recinto dei “Bambi”, ci immergiamo nelle sale di Terra Foresta, così è stato ribattezzato il centro, perché è lì, a raccontare la straordinaria storia della natura incontaminata che sta appena fuori da quelle mura.

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La mostra è un’esclamazione di meraviglia per l’ambiente e per la straordinaria molteplicità della vita sulla Terra. Un invito a riflettere e a ritrovare la capacità di osservare, con pazienza, su quanto ogni micro organismo sia fondamentale in un processo di creazione di nuova energia di vita.

Ai bambini sono interamente dedicate tre sezioni interattive, ognuna riassuntiva dei temi trattati nell’allestimento, tradotti in chiave giocosa, così che i più piccoli baby esploratori possano curiosare in totale libertà.

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Ma il nostro viaggio prosegue, risaliamo a bordo e dopo aver costeggiato il lago di Forte Buso, attraversato Bellamonte e Predazzo, svoltiamo a sinistra per una stradina irta e sempre più stretta. All’ombra della catena del Lagorai, nel cuore della Val Maggiore, tra quota 1.400 e 2.150, ci attende l’incontro con il Custode del Bosco, il guardiano della foresta dei violini, colui che notte e giorno, sembra vegliare su questi sconfinati abeti di risonanza, usati dai liutai di ogni tempo per realizzare strumenti a corda, che suonano fieri della loro origine, nelle orchestre di tutto il mondo.

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Sono appuntamenti magici quelli che si possono organizzare tra questi monti silenziosi, soprattutto per un bambino, dove al richiamo del bramito del cervo, l’istinto è correre alla ricerca di nuove emozioni.

La chiamano Valle Viva e nessun epiteto poteva coniugarsi meglio con il viaggio a bordo della nostra auto ibrida: pulsa il motore di un mezzo tanto potente, quanto delicato, batte il cuore di queste montagne e dei suoi montanari, la vera linfa di questa terra. La nostra Toyota “lavora” in sinergia, la doppia alimentazione si fonde in un unico abbraccio e così gli artisti con le proprie creazioni. E’ il caso di Marco Nones, padre della Respirart, capace con mani sapienti, di trasformare i sogni dei bimbi in realtà.

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Sulla strada che da Predazzo conduce in Val di Fassa, si conclude il nostro viaggio a bordo di Auris. Basterà parcheggiarla accanto ai trampolini per il salto e prendere la funivia del Gardoné. Sarete catapultati in un regno di fiaba, la Foresta dei Draghi è pronta per svelarsi agli occhi dei più piccoli. Un gioco in famiglia, a prova di tutte le età, ma se si cercano indizi e se si colora la mappa – insieme – questi boschi fatati suggelleranno ricordi di gioia, sorrisi aperti e avventure da veri Indiana Jones.

Lo stupore alla vista di un uovo di drago è immenso, così come l’amore che traspare in ogni angolo dalla Val di Fiemme. Questa terra ha tracciato il suo solco per guidare il futuro, Toyota ci accompagna nel presente.

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14 commenti

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.