Sardegna, l’Asinara un’isola nell’isola

Cari lettori e lettrici di miprendoemiportovia oggi gli special guest del mercoledì sono due cari amici, Anna ed Alberto, reggiani come noi ma innamorati pazzi della Sardegna dove ritornano spesso appena possono. La conoscono bene e l’hanno scelta come scenario del loro matrimonio. Sono stati in Sardegna anche ad inizio Settembre ed abbiamo chiesto loro di scrivere qualcosa per noi. Ecco il risultato. 

Tutto in Sardegna è un’isola…” ho appena letto in un libro, e devo dire che è proprio così! Veniamo in Sardegna ormai da tanti anni, ma ogni volta c e’ qualcosa da scoprire, e che, come tutto in quest’ isola, riesce a sorprenderci, perché non è immediato, perché è diverso da quanto hai già visto e da quanto immaginavi.

Quest’ anno e toccato all’ isola dell’ Asinara.

isola

Siamo partiti alla mattina in traghetto da Stintino, dopo aver prenotato il tour dell’ isola su fuoristrada in una delle agenzie del paese per circa 60€ a testa compreso il traghetto.

Qualche informazione sull’Isola

L’isola è lunga 17 km, con promontori e così tante insenature da essere chiamata nel’ antichità “Sinuaria“, nome che nei secoli e’ diventato Asinara. E io che credevo  che si chiamasse così per via dei tanti asinelli che scorrazzano liberi avanti e indietro,  invece… anche questo non è come sembra. Appena arrivati sull’ isola conosciamo proprio l’asinello bianco: ci precipitiamo a fotografarlo, non ne avevamo mai visti e vive solo qui’, ma poi ci dicono che e’ albino poverino, cieco, soffre di dermatite…insomma, se la passano decisamente meglio i suoi fratelli grigi.

Asini

Il nostro tour dell’Isola

Al nostro arrivo ci attribuiscono la nostra ottima guida, Viola ( www.scoprisardegna.com ),  che per tutta la giornata ci accompagnerà guidando la jeep anche su strada sterrata, raccontandoci e appassionandoci all’isola, in tre lingue, anche per i nostri compagni di jeep franco-spagnoli.

jeep La prima tappa e’ il super carcere di Fornelli, che e’ stato chiuso nel 1997 dopo 112 anni di attività in cui da lì sono passati centinaia di “ospiti”: brigatisti, sequestratori, mafiosi e camorristi, fino a Raffaele Cutolo ( che si è sposato nella chiesetta di Cala d Oliva!) e Totò Riina, video-registrato 24 ore su 24.

celle L’ unico che da li è riuscito a scappare è stato Matteo Boe, fuggito dal mare con l’aiuto della compagna! Sembra proprio che questa sia stata l’ isola-carcere più sicura del mondo.

La cosa che mi ha fatto più effetto dell essere li dentro e’ stata la mancanza dell’ esterno: essere in un’ isola piena di mare e colore, e non vedere nulla, assolutamente nulla se non spicchi di cielo attraverso la grata del cortile nell’ ora d aria.

E poi scopriamo com’ era la vita dei carcerati che, per pene minori o per meriti, passavano tutta la giornata lavorando nel villaggio di Cala d’ Oliva, e rientravano spontaneamente in carcere alla sera da soli: quindi in quel bellissimo villaggetto di origine ligure (un tempo per questo chiamato “la piccola Camogli”), che sbuca bianco in mezzo al verde degli olivastri e dei lecci, tutti tranne il medico, le guardie e la maestra (c’ era anche una piccola scuola per i figli delle guardie) erano carcerati. Il panettiere, il meccanico, i pastori, il mugnaio, il barbiere…una piccola comunità autosufficiente gestita da carcerati: un’ idea di reinserimento sociale veramente avanti!

Poi scopriamo che Falcone e Borsellino sono stati per un periodo nella foresteria dell’ Isola per lavorare in protezione al maxi-processo (e che lo stato italiano gli ha chiesto di pagare l’ alloggio!): proprio lì dove hanno dormito loro,  ora c’è un ostello, unico posto dell’ isola in cui si può dormire.  Dormire sull’isola dev’essere molto suggestivo, non ci sono luci, e credo ci si senta davvero ospiti della natura.

foresteria Abbiamo scoperto tanto altro: che dopo la prima guerra mondiale quì furono mandati migliaia di prigionieri austro-ungarici, che vi soffrirono talmente tanto da ribattezzare l’ Asinara l’ Isola del diavolo, ma nonostante questo i loro eredi vengono anche oggi una volta all’ anno quì in pellegrinaggio. E che quelle strutture ancora presenti a Cala Reale erano alloggi che ospitavano i passeggeri dei transatlantici che venivano mandati qui’ in quarantena quando scoprivano a bordo colera, tisi etc…

iofoto Dopo tutta questa storia, ci godiamo finalmente il mare (e che mare) e facciamo una sosta di un paio d’ ore in una delle spiagge a cui si può accedere. L’ Asinara, da 15 anni parco nazionale, oggi e’ soprattutto questo: tartarughe marine e cernie giganti, rare piante preistoriche e coralli, spiagge meravigliose a cui, giustamente, non ci si può nemmeno avvicinare, pena una multa da 1500€ e una condanna penale.

Anche l’ Asinara è “tante isole”: qui  abbiamo trovato la storia, anzi le storie, e la natura viva e padrona, ma anche cultura e, in questo fine settimana ” mondanità” – la sera stessa sull’ isola comincerà un festival del cinema molto particolare, e i muri che hanno visto prigionieri a carcerati, e che oggi vedono cinghiali e turisti, si vedranno anche Alessandro Gassman!

 

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6 commenti

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.