Vacanze in famiglia: il treno dei bimbi

Leggendo il post di Chiara, nostra special guest di questo mercoledì, mi sono tornate in mente le vacanze estive della mia adolescenza, in montagna con la parrocchia. Contavo i giorni che mi dividevano a quell’evento così speciale che mi permetteva di sentirmi grande e godermi un pezzo di vita da sola con i miei amici.  

La gioia è di coloro che donano e più ancora di coloro che si donano”
(Curato D’Ars)

Una valle piena di cascate,  uno spazio ricco di verde, un fiume che ritma il tempo, un’idea geniale  per aiutare i bambini dei lavoratori pendolari che negli anni 60 dal sud Italia si recavano in Svizzera per sbarcare il lunario.

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Così è nato nel 1966 il trenino dei bimbi, grazie alla dedizione di Padre Michelangelo che per impedire lo smembrarsi delle famiglie di pugliesi, siciliani, calabresi che trovavano impiego in Svizzera e a cui una legge impediva di portarsi all’estero i loro figli, decise di ospitare i bimbi a Domodossola cosicchè genitori e figli si potessero ricongiungere almeno nel fine settimana.

Serviva però un posto per le vacanze estive e invernali  e Padre Michelangelo prese in parola una battuta del suo amico Oscar Luigi Scalfaro, allora ministro dei trasporti, a cui si era rivolto per un aiuto. Il ministro gli disse che poteva al massimo fornirgli dei vecchi vagoni ferroviari. Detto fatto! Padre Michelangelo riuscì a farsi regalare dei poderi incolti da alcuni paesani in Val d’Ossola, a circa 35 km sopra Domodossola, località Osso di Croveo (comune di Baceno) e iniziò la processione per trasportare quei vecchi vagoni dismessi e trasformarli in dormitorio e refettorio per le vacanze dei bimbi degli emigrati italiani.

treno dei bimbi Fino a 3 anni fa i turisti salivano a Osso, per essere ospitati  dai padri cappuccini solo le domeniche, giornata in cui venivano organizzate conviviali grigliate e si poteva godere del fresco, del fiume, della rigogliosa natura. Dal 2010 invece è possibile soggiornare come turisti in pensione completa o attraverso una formula autogestita.

Il treno dei bimbi è il frutto di un’opera di solidarietà immane e ancora oggi è gestito dalle suore e dai padri cappuccini che se ne occupano e a cui potete rivolgervi se volete trascorrere una vacanza semplice in un posto ricco di possibilità escursionistiche, in famiglia o in gruppo.

E’ una specie di grande campeggio spartano e essenziale in cui troverete un parco giochi per i bimbi, un campo da calcio, un laghetto, tanti vagoni adibiti a musei, cuccette singole, un bar e una sala da pranzo per chi vuole alloggiare a pensione completa, tanti cartelli sparsi lungo i sentieri con scritte filosofiche o religiose che richiamano al senso della vita e che inducono alla pace meditativa.

treno dei bimbi C’è però anche un’altra bella possibilità ossia un’area autogestita in cui i gruppi possono usufruire della cucina e dormire in vagoni letto  a loro riservati, in piena autonomia. Io e il mio gruppo, composto da 16 bambini e 6 adult,i abbiamo vissuto per una settimana quest’area, nella piena libertà e da lì ci siamo spostati per arrampicare nelle splendide falesie circostanti, per visitare cascate e Orridi antichissimi solcati dai ghiacciai, per  passeggiare in alta montagna e per affrontare  tante avventure adatte a chi ama la montagna.

E’ stata una bella esperienza, economica, conviviale, salutare, molto adatta a i bambini che possono correre liberi in tutte le zone del grande “campeggio”, senza incorrere in alcun pericolo, lasciando gli adulti nel relax.

Per informazioni

Treno dei bimbi Tel. 0324 62118
http://www.trenodeibimbi.it

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1 commento

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.