Java: porta dell’Indonesia

Buongiorno viaggiatori, Cristina Pasin una delle nostre tate collaboratrici si trova in Indonesia e precisamente a Java, l’abbiamo contattata e le abbiamo fatto qualche domanda sulle sue prime impressioni. Quando è arrivata la mail eravamo molto emozionati, rileggere le sue parole ci ha fatto venire un’incredibile nostalgia del nostro #balilovetour dell’anno scorso. Ecco cosa ci scrive da là. 

Ciao ragazzi allora da quanto siete arrivati?

Siamo atterrati a Jakarta sabato notte per uno scalo tecnico e poi siamo ripartiti per Yogyakarta, la capitale culturale di Java, da dove abbiamo iniziato il nostro tour. Per noi è la prima volta in Asia quindi non sapevamo bene cosa aspettarci…bè, devo ammettere che non avevamo neanche la più pallida idea del mondo affascinante che ci aspettava!

Java

Per le strade di Yogyakarta in becak

L’anno scorso appena atterrati a Bali ci colpi molto l’odore di frangipani nell’aria, qual è la cosa che ha più colpito voi appena atterrati? 

Quello che più ci ha colpiti quando abbiamo iniziato a inoltrarci per le vie di Yogyakarta per cercare di assaporare con gli occhi questo luogo è l’intensità degli sguardi delle persone, la profonda umanità (nelle forme più diverse) che vi abbiamo trovato e soprattutto il contatto unico e particolare che i Javanesi hanno con la terra. Vivono perennemente a contatto con la terra: lì mangiano, lì dormono, lì vendono le loro merci. Stendono una semplice stuoia e via. Una cosa che da noi sarebbe inconcepibile, segno di mancanza di igiene e di decoro. Qui invece è qualcosa di spontaneo, di primitivo, di sentito.

viaggio a java

Le vie del mercato lungo Jl Melioboro (Yogyakarta)

Sappiamo che siete amanti dello street food, lo avete già provato?

Se c’è una cosa che a Java bisogna fare  è provare lo street food. E’ il modo migliore per assaggiare la loro cucina, coglierne i sapori, gli odori e gli usi. i Javanesi mangiano sempre fuori, in baracche improvvisate che però sanno essere molto confortevoli. Abbiamo provato alcuni piatti locali sedendoci a terra accanto a loro e devo dire che non sono niente male, anzi! Il piatto base che trovi sempre nelle tavole indonesiane, che io adoro, sono i noodles fritti con le verdure e il pollo. Un altro piatto altrettanto tipico è il Nasi Goreng, il riso saltato anch’esso con le verdure e il pollo. La cucina indonesiana è molto semplice e fatta di pochi ingredienti ma che mescolati assieme creano questi piatti gustosi, completi e molto economici. Non mancano le cose un po’ più sfiziose come questa sorta di involtini a base di pasta farciti con verdure, germi di soia, uova e pollo fritti al momento e serviti caldissimi. Uno tira l’altro!

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Street food – preparazione delle lumpia (involtini di pasta fritta ripieni di verdure e pollo)

A proposito di incontri di persone, come vi sembra la gente che impatto avete avuto?

Le persone sono semplici, cordiali e sempre pronte a darti una mano. Ci è capitato più di una volta di guardarci introno alla ricerca dell’hotel o del monumento da visitare e di venire aiutati da qualcuno del posto che spontaneamente si era avvicinato per darci indicazioni, senza doppi fini. Java è una Paese molto tranquillo e sicuro, si può girare in assoluta libertà con la certezza che ci sarà sempre qualcuno pronto a darti una mano. Certo, nei posti più turistici esistono gli approfittatori e bisogna stare comunque attenti a non farsi “fregare” però in generale si tratta di un popolo molto ospitale.

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Momenti di svago della gente del posto

Ok ora dateci una dritta su qualche posto insolito di cui siamo sempre alla ricerca, ne avete già trovato uno da condividere con noi?

Ebbene sì, abbiamo trovato un posto che definire insolito è davvero poco! Java è famosa per i suoi magnifici vulcani, molti dei quali ancora attivi, e uno dei nostri desideri era quello di fare trekking in qualcuno di questi per esplorarli da vicino, spingendoci fino in cima sull’orlo del cratere. Nella regione Nord Est c’è un vulcano davvero particolare, si chiama Ijen, immerso nella foresta tropicale. Produce ingenti quantità di zolfo ed emana sbuffi di fumo e fiamme di colore blu, visibili solo di notte, che creano un effetto surreale. Ogni mattina i minatori percorrono circa 6 km fino alla cima per raccogliere i pezzi di zolfo in questa cava fumante e portarli nelle città per venderli. Ci siamo alzati a notte fonda per compiere questo stesso percorso. Camminare nel silenzio della foresta, con la strada illuminata solo dalla luna, nel silenzio più assoluto assieme a questi uomini fino alla cava, è stata un’esperienza unica che ci ha tolto il fiato (in tutti i sensi!). E’ un trekking impegnativo di qualche ora e molti metri di dislivello ma l’emozione che si prova di fronte a questa natura dirompente e a questi paesaggi lunari ripaga sicuramente di tutta la fatica.

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I minatori che salgono le pendici del vulcano

Wow che viaggio ragazzi, diteci quali sono le prossime tappe del viaggio e dove possiamo seguirvi per portarci via con voi?

Adesso ci troviamo a Bali, siamo stati ad Ubud qualche giorno ed è splendida. Abbiamo appena trascorso un paio di giorni a Jimbaran ma stiamo scappando letteralmente perchè è davvero un posto strasfruttato…ci dirigiamo a Padangbai per fare ancora qualche escursione interna e poi andiamo a Lombok. Potete seguire le nostre avventure leggendo il nostro blog parliamodiviaggi  e i nostri social: facebook e twitter tramite l’hashtag #myIndonesiatour

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Il cratere del vulcano con il lago sulfureo

 

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2 commenti

  • Rispondi luglio 29, 2013

    Amina Sabatini

    È venuta voglia anche a me di andare su quel cratere! 😉

  • Rispondi ottobre 3, 2013

    Amina Sabatini

    Amina Sabatini liked this on Facebook.

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.