Amburgo: la città degli eventi, del verde e dei parchi

E’ di nuovo mercoledì e anche oggi vi raccontiamo di un fortunato incontro nato grazie al web. E’ Lucia autrice appassionata di un blog il cui nome è già una garanzia: respirare con la pancia. Andate a visitarlo e godetevelo tutto, intanto qui oggi ci parla di una città a cui è davvero tanto affezionata: Amburgo. Buona lettura!
Oggi torno con la mente in una delle città che più amo, a cui sono legata in modo viscerale e che considero un po’ casa. E’ uno di quei posti che se non ci si va per un motivo particolare, non la si includerebbe mai in un itinerario, semplicemente perché è così lontana, così fredda (maledettamente fredda, quello che entra nelle ossa, anche se i tedeschi ci vanno in camicia), così a nord.
Amburgo è la mia città di oggi, che voglio ripercorrere nella testa accompagnata dai ricordi. È la citta degli eventi, del verde e dei parchi. E’ la città dei canali, dovuti alle innumerevoli diramazioni dei fiumi Bille ed Alster che sfociano nell’Elba. È da questo punto nevralgico del porto che si può passeggiare tra i caratteristici magazzini dai mattoncini rossi.
Di Amburgo incanta la sua capacità di essere a portata di tutto e tutti. Come ogni città tedesca, quando le temperature si fanno più miti è d’obbligo girare in bicicletta (ma fate attenzione alle zone pedonali, senza fare come me che sono riuscita a prendere una multa da ciclista). Respirerete l’aria rigenerante dei parchi: è la città con più verde nel Paese e la gente lo ama fino all’ultima foglia. Si vede nella costante presenza di gente che cammina, corre, fa pic-nic, gioca con i bambini e prende la tintarella al primo raggio di sole (sì in costume, ma non dimenticate che sono tedeschi).
Essendo stata distrutta durante la seconda guerra mondiale, la sua modernità e l’essere in continua evoluzione è quasi una naturale conseguenza: la dimostrazione ne è la bellissima Hafencity, uno dei progetti più eclettici della Germania. È un quartiere che sorgerà sulle sponde del fiume Elba, per meglio dire una “città-porto”: una riqualificazione di capannoni dismessi che, una volta terminata (si dice tra il 2020 ed il 2030), ospiterà un auditorium, una sala conferenze, vari appartamenti, università e scuole.
Questo è ciò che rende speciale questa città, il fatto di reinventarsi continuamente ed essere sempre in qualche modo stupefacente. Il tutto in una ottica eco-sostenibile, donando nuova forma ad un qualcosa di già esistente, cercando di ampliare e sviluppare le potenzialità di ogni luogo.
Accanto alla nuova città, si contrappone il quartiere della Speicherstadt, o come lo definisco io, i “magazzini dai mattoncini rossi“. Passando da un ponte all’altro, sperimentando ogni canale, la sensazione è quella di rimanere affascinati dagli opposti: il vecchio ed il nuovo coesistono in una danza di colori, materiali, storie che si intrecciano, dando a questa parte della città un senso di pace ed inquietudine, staticità e dinamicità. 
Trovandosi al porto, è impossibile non immergersi nel mercato. Forse l’odore non è dei migliori, ma per gli amanti del pesce fresco questo è un vero paradiso per i sensi. Non mangiandolo volentieri, io spesso mi accontento di sedermi sulle rive dell’Elba, con una torta che è alta più di me (queste torte impossibili di cui mi fido poco, sono caratteristiche di tutta la Germania), sconvolgendomi anche un po’ per l’abitudine di richiedere un cappuccino alle 4 di pomeriggio. 
In lontananza dal porto è possibile vedere quella che è un simbolo di Amburgo, la chiesa di St. Michaelis, da cui si gode di un panorama a 360 gradi della città: dal porto, con le sue immense navi, al centro, dove svetta la torre dell’orologio della Rathaus. Questo antico Municipio che si affaccia sull’omonima piazza, è il luogo di incontro per eccellenza. Da lì è possibile raggiungere tutto e soprattutto è un ottimo punto di riferimento per non perdersi. 
Ma una città non è fatta solo di luoghi, ma anche di vita che brulica ogni giorno, ed ad Amburgo c’è sempre qualcosa da fare. Mi piace il fatto che tutti gli eventi, durante la bella stagione, si svolgano a contatto con la Natura e molto spesso con la musica da protagonista. Insieme alla birra ovviamente. 
Di Amburgo c’è molto da dire e da scoprire, e forse vederla con l’occhio di una che ne è innamorata non ne fornisce un giudizio così pieno. Spero di poterne parlare ancora e, nel frattempo, spero di aver trasmesso almeno in parte il motivo per il quale amo profondamente questa città.

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2 commenti

  • Rispondi luglio 10, 2013

    Manuela

    Ho letto il post tutto d’un fiato dalla prima all’ultima parola. Vien voglia di partire oggi stesso per Amburgo (nonostante non avessi mai preso prima questa meta in considerazione). Brava Lucia 🙂

    • Rispondi luglio 11, 2013

      miprendoemiportovia

      Un vero piacere avere ospitato lucia sul nostro blog, speriamo ritorni presto 🙂

Curiosa, sognatrice, a tratti disordinata, divoratrice di libri, chiacchierona. Viaggiare e scrivere sono la sua passione ed in qualche modo l'essenza. Amante dell'Australia dove ha vissuto per un po' di mesi, dell'Asia e della ricerca continua della felicità..