Corso di fotografia on line: i punti di interesse

Ecco uno degli appuntamenti che più ci piace condividere con voi, la scuola di fotografia! Chi di voi è attento e ci segue con costanza ricorderà che a fine aprile Emi, il nostro prof fotografo del corso di fotografia on line che ogni mese vi proponiamo, ci ha parlato dei punti di interesse in fotografia e oggi riprendiamo il discorso, buona lettura. 

Come vi ho spiegato nello scorso post i punti di interesse sono ciò che abbiamo definito i “magneti” per l’occhio umano che dovrebbero essere inseriti in ogni foto. Abbiamo parlato di regola dei terzi, focus selettivo, fonti di luce e colori. Questo mese ci concentriamo su altri punti di interesse in fotografia ovvero l’esposizione, le persone e i due punti di interesse, vediamoli uno alla volta nello specifico.

Esposizione

La quantità di luce che si imprime sul sensore influisce molto sui punti di interesse.

Scegliere di sottoesporre una foto porta a far sprofondare parte di essa nell’ombra lasciando piccole parti più correttamente esposte: proprio in queste zone si concentrerà l’occhio perché l’esperienza dice al cervello che non si può aspettare molte informazioni dalle zone buie.

Queste situazioni possono essere ricreate anche in post-produzione perché nei sw come Photoshop esistono strumenti di schermatura e bruciatura che sottraggono o aggiungono luce nelle zone dove decidiamo di usarli.

punti di interesse in fotografia

Foto di Martin Hricko

Attendere che la zona più luminosa sia proprio dove vogliamo (può funzionare bene anche con l’ombra generata dalle nuvole) e sottoesporre un po’ la foto evidenzia bene il nostro soggetto; in questo caso le medaglie.

Persone, occhi e sguardo

E’ estremamente naturale che i nostri simili siano oggetto del nostro interesse visivo.

Se una persona è inclusa nello scatto verrà sicuramente scandagliata dai nostri occhi, se il volto è visibile la maggior parte dell’attenzione sarà dedicata a quest’ultimo e se gli occhi sono ben visibili probabilmente ci torneremo più e più volte.

Va da sé quindi che inserire una persona in una foto “ammazza” molto spesso lo sfondo ed è quindi importante, se vogliamo dare un minimo di importanza all’ambiente, posizionare la persona in una parte laterale e possibilmente mantenendola entro piccole dimensioni.

punti di interesse in fotografia

Foto di Sachin Ramdas

Belli i fuochi d’artificio eh? Ma appena vi accorgete delle sagome che si baciano quanta importanza inizia ad avere il resto?

punti di interesse in fotografia

Foto di Martin Hricko

Le geometrie create dalle scale e la trama dei mattoni sono affascinanti ma poi…bang! Ecco una persona! Il fotografo non ha scattato a caso, ha aspettato che la signora fosse in quella posizione (alla convergenza delle due rampe). Personalmente, avrei aspettato che la signora fosse nella stessa posizione ma una rampa più in basso, per ritardare ancora la “rivelazione”.

punti di interesse in fotografia

Foto di Fábián Kristóf

Giusto per dare un esempio della potenza fotografica di uno sguardo.

Due punti di interesse

Spero sia stato semplice seguire il discorso fin qui, ormai il concetto di punti di interesse dovrebbe essere chiaro. Cosa succede però quando di punti ne abbiamo due? Si crea un contraltare, di solito usato per sottrarre potenza visiva al soggetto principale e rendere quindi più equilibrata e godibile l’intera foto.

punti di interesse in fotografia

Foto di Francis Gimenez

In questo caso il contraltare è garantito dall’erba in primo piano, dolcemente illuminata dall’alba e mossa dal vento.

Per ottenere una foto del genere basta usare un grandangolo (zoom al minimo, per intenderci) abbassandosi in ginocchio per riuscire ad includere il terreno davanti a noi.

Se poi abbiamo l’accortezza di scegliere bene questo terreno (pietre, fiori) allora il contraltare è garantito.

punti di interesse in fotografia

Foto di Flashcurd

Il contraltare qui è garantito dalla contemporanea presenza delle sagome degli alberi (evidenziate dal sole e dalla nebbia mattutina) e dalla sagoma dell’uomo che porta a spasso il cane. In casi come questo è necessaria molta pazienza: con ogni probabilità l’uomo ha percorso tutto il vialetto ma il fotografo giustamente ha scattato solo quando questo ha raggiunto una parte illuminata dal sole. In questo modo la sagoma è stata più evidente. Pronto per il tema del mese prossimo? La prospettiva…ma che cos’è?

Le foto sono in 2D, assolutamente piatte nella loro forma fisica, ma si può ingannare il cervello dell’osservatore, ad esempio ricreando la sensazione di tridimensionalità. Vedremo come fare…

Alla prossima!

Emi

ti è piaciuto quello che hai letto?

Condividilo

Ricevi i nostri racconti via email

* = campo richiesto!

Cosa ne pensi? Lascia un commento

Più che un fotografo è un nomade, quando non è impegnato ad insegnare fotografia in uno dei suoi workshop o ad assecondare un cliente per un servizio fotografico, l'istinto lo porta a mollare tutto per esplorare mari e montagne. Da poco ha felicemente scoperto che suo figlio di 4 anni ha nel sangue la sua stessa irrequietezza e quindi partono in due con tenda, zaino e macchina fotografica.