Avventure estreme: “Io su quell’aereo non ci salgo!”

Ieri siamo passati di fianco al Campovolo (sì quello di Ligabue e Italia loves Emilia proprio quello) e guardando dal finestrino ho indicato a Luca un veicolo a due posti, piccolo piccolo che sembrava un aeroplanino telecomandato piuttosto che un vero veicolo pronto per il volo e ho esclamato: “io lì non ci volerei per niente al mondo” allora Luca deridendomi un po’ mi ha fatto notare che io su trabiccoli del genere ci ho già volato.

Non ci potevo credere. “Ti sbagli” gli ho risposto sicura.

E lui a ridere ancora più forte ricordando le facce terrorizzate immortalate in giro per il mondo dalla nostra fedele reflex prima di ogni volo.

C’è una storia per ciascuno di loro che oggi, ultima parte di un weekend in cui vorrei prendere volentieri il volo, ho voglia di condividere con voi. Alla fine però promettete di raccontarmi dove e quando è successo anche a voi di fare facce simili per il terrore di volare?

Maun – Okavango’s Delta

L’aereo innanzi a noi è piccolissimo. Cinque posti e nella stiva non ci stanno nemmeno le valigie. Alla guida una bella ragazza africana, professione pilota. Si sale. L’aereo è più basso di Luca. La pilota lo porta in quota, il rumore è fortissimo. Controlla ogni tanto il foglio bianco sul quale ha indicato il piano di volo. Voliamo a poco da terra ed è un’esperienza magnifica perché possiamo ammirare in tutto il suo splendore il Delta dell’Okavango e la sua vegetazione.

Aereo Maun Okavango's Delta

Okavango's Delta veduta aerea

 

Okavango’s Delta – Chobe National Park

Siamo tesi. L’aereo deve ancora arrivare e non ne conosciamo le dimensioni. Speriamo solo che non sia più piccolo del cinque posti della volta precedente. Ed effettivamente siamo fortunati. Dodici posti a sedere, pilota e copilota. Peccato solo che il copilota sia l’istruttore di volo di chi guida.

Aereo Okavango's Delta Chobe National Park

paura di volare

Aereo Okavango's Delta Chobe National Park

 

Victoria’s Falls

Prima di tutto ti pesano, perché l’elicottero oltre un certo peso non si alza in aria. Poi ti spiegano un paio di cose. L’elicottero atterra, riporta i turisti precedenti e tocca a te. Correre, correre. Sali a bordo e il finestrino è giù ed entra aria. Io ci stavo lontanissimo per paura che quella fessurina mi risucchiasse. Lo so non è reale ma io avevo una fifa blu. Poi ad un certo punto dimentichi tutto perché lo spettacolo sotto di te è veramente da fine del mondo e allora stai in silenzio e ammiri consapevole che hai pochi minuti per imprimerti per sempre tutto nella mente.

elicottero Vicotoria's Falls

Vicotoria's Falls in elicottero

Vicotoria's Falls in elicottero

San Blas – Panama

L’isola misura in tutto due chilometri e tu ti chiedi come può farcela quell’aereo da trenta posti con elica ad atterrare. Ed invece ce la fa, atterra. Ed ora è il tuo turno, ognuno si carica le sue valige in stiva, prende posto e si vola.

Arrivare alle San Blas in aereo

Arrivare alle San Blas in aereo

p.s non siamo soliti pubblicare post con foto in cui siamo ritratti anche noi ma in questo caso le abbiamo ritenute necessarie a supporto di quanto scritto!

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.