Voglio fare foto belle

A volte capitano cose strane. Dicono di stare attenti a ciò che si chiede perché c’è il rischio di venire esauditi per davvero.
Qualche settimana fa sulla pagina facebook di miprendoemiportovia abbiamo detto che eravamo alla ricerca di un fotografo che avesse voglia di collaborare con noi.
Sapete tutti quanto amiamo la fotografia e ci piacerebbe condividere con voi, anche attraverso il nostro blog, questa nostra passione.
Dicevamo, abbiamo chiesto. E la risposta è arrivata. Immediata. Le risposte a dire il vero. Alcune diverranno post di special guest del mercoledì ma una è diventata la Collaborazione con C maiuscola. Ed è quella con Emi Delli Zuani, fotografo free lance specializzato in fotografia paesaggistica e di reportage. 
Emiliano ha risposto al nostro appello motivato dalla condivisione dei valori e delle passione che cerchiamo di trasmettere attraverso il nostro blog. Si  occupa di formazione di cui potete trovare tante informazioni sulla sua pagina Facebook. Cliccando qui invece potrete scaricare l’interessantissimo e-book che ha appena pubblicato (noi lo abbiamo già scaricato, letto e non vediamo l’ora di applicare i suoi preziosi consigli).
Emi sarà con noi l’ultimo giovedì di ogni mese ma se non resistete potete sempre seguirlo anche sul suo blog, ed ora: buona lettura!
Emiliano Delli Zuani

Foto di Emiliano Delli Zuani

Voglio fare foto più belle.
Di solito è questa la frase che mi sento dire più spesso durante i workshops e le lezioni private.
Una frase o, se vuoi, una richiesta un po’ generica ma non per questo poco affascinante.
Mi presento: mi chiamo Emi Delli Zuani e passo il tempo cercando di insegnare fotografia sul campo a chi, come scrivevo poco fa, vorrebbe fare foto più belle.

Voglio subito sgombrare il campo da possibili fraintendimenti: non ti scriverò che la fotografia è un’arte, che bisogna conoscere la macchina e la tecnica, che devi studiare i maestri.
Una foto è più semplicemente un ricordo, congelato per il futuro da uno strumento tecnologico.
La mia filosofia è semplice: se vuoi che la foto scattata sia un ricordo, allora deve contenere qualcosa che ti riporti alla mente, ogni volta che la guardi, le sensazioni provate nel momento in cui hai scattato.

Non è difficile, si tratta solamente di pensare fotograficamente, e questo è lo scopo del mio post di oggi. Altri spero seguiranno, con consigli su come fare foto nei diversi momenti dell’anno e diversi luoghi del mondo.

Siccome la bellezza è soggettiva, che cosa rende una foto bella ai nostri occhi?
La risposta che mi sono sempre dato è semplice: per me è bella una foto che contiene i miei elementi caratteristici. Lo so, detto cosi non è molto chiaro ma ti invito a raccogliere una ventina di tue foto, quelle che ti piacciono di più, e ad iniziare ad osservarle attentamente: riesci a trovare alcuni elementi che si ripetono?
Possono essere il taglio (verticale od orizzontale), la presenza o assenza di persone o animali, il bianco-nero o il colore, i toni caldi di un’alba/tramonto oppure quelli freddi del pomeriggio, una vista grandangolare oppure quella compressa di un teleobiettivo.
Riguardo alle sensazioni che mi dici? Ti trasmettono per la maggior parte pace? Energia? Ansia? Più elementi troverai e migliori saranno le tue foto in futuro.
Penso sia un utile esercizio, ti fa capire qualcosa di te, delle tue foto e di cosa ti piace.
Già cosi, sarebbe un buon punto di arrivo.

Io tuttavia parlavo di pensare fotograficamente. Sapere cosa ti piace ti serve solamente per essere più consapevole davanti ad una scena, ti serve per capire il perché ti sta affascinando cosi tanto da volerla fotografare. Ti aiuta ad identificare, quando ti si presenta davanti, uno dei tuoi elementi caratteristici.

Riuscire a realizzare una bella foto è come pianificare un bel viaggio. Serve tempo.
Certo puoi essere fortunato, con le foto e con i viaggi, ma nella maggior parte delle occasioni il tempo è un buon alleato.
Prima di scattare, guarda la scena che hai davanti. Probabilmente non cambierà se per un minuto ti godrai la vista ma in quel minuto riuscirai a identificare le sensazioni, gli elementi che sarà giusto includere nello scatto e quelli da escludere (troppo spesso nelle foto vengono lasciati nell’inquadratura cestini e sacchetti della spazzatura, cartacce, cartelli stradali, parti di automobili e quant’altro), potrai pensare se usare un taglio verticale od orizzontale, come disporre i vari elementi.

Quando finalmente guarderai la scena attraverso la tua macchina fotografica saprai già come dovrà essere la foto.
Il mio consiglio pratico in questo caso è quello di percorrere con lo sguardo il perimetro dello scatto: ti potrai accorgere di quelle che si chiamano rotture, elementi lasciati metà fuori e metà dentro lo scatto che non sono quasi mai gradevoli.
Fallo un paio di volte, ci vogliono due o tre secondi ma ti risparmiano brutture.

L’ultima cosa da verificare, ed anche in questo caso ci vuole davvero poco, è che nella tua inquadratura non ci siano interferenze: sono chiamate cosi ad esempio un palo della segnaletica stradale che “compare” magicamente dalla testa del nostro compagno di viaggio, la linea dell’orizzonte che “taglia” la testa del nostro compagno di viaggio…povero compagno di viaggio!
Se ne trovate una, basterà un piccolo passetto a destra o sinistra oppure il mettersi in punta di piedi.

Una foto meditata, senza rotture ed interferenze: hai già compiuto la maggior parte del percorso verso una bella foto, il resto lo vedremo di volta in volta.
L’idea di Elisa, Luca e mia è quella di proporti con frequenza mensile un post con alcuni consigli fotografici “giusti” per il periodo di pubblicazione, una specie di rubrica che ti sia d’aiuto per tornare dal tuo prossimo viaggio con immagini che renderanno indelebili le esperienze vissute.
Non vedo l’ora di fare questo viaggio con te, e tu?
Alla prossima!

Emi

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17 commenti

  • Rispondi gennaio 31, 2013

    Laura Lonighi (@lauau)

    Bellissimo articolo, concordo sul fatto che la fotografia non è solo arte e tecnica, ma è soprattutto ricordo! 🙂
    Complimenti!

    • Rispondi gennaio 31, 2013

      miprendoemiportovia

      grazie Laura!

      i complimenti vanno tutti ad Emiliano 🙂 e poi diciamolo pure che tu sarai una delle prossime special guest appassionate di fotografia!!

  • Rispondi gennaio 31, 2013

    Amisaba

    Fantastico! io faccio sempre tantissime foto, forse troppe; però è vero che riguardandole capisco subito quali sono quelle ‘giuste’. Comincerò ad invertire il percorso come suggerisci tu; di cercare l’inquadrature prima di fare click 🙂

    • Rispondi gennaio 31, 2013

      miprendoemiportovia

      Infatti questo consiglio anche a noi risulta strano, duro da applicare e al tempo stesso interessante.
      La prima cosa che ci viene da fare è guardare tutto tramite il mirino della reflex.

  • Rispondi gennaio 31, 2013

    erdematt

    Mi piace come parla Emi: chiaro, deciso, facile, semplice.
    Mi piace che abbia le idee chiare.
    E mi incuriosisce perchè non la pensa come me.
    Per cui lo leggerò ancor più incuriosito.
    Perchè mi hanno insegnato che non si sa, ma si impara.
    E che ogni modo di vedere è giusto, perchè la verità assoluta non è fatta per noi poveri umili piccoli omuncoli abitanti del globo terrestre.
    Grazie, amici miei.
    Pace e bene…

    • Rispondi gennaio 31, 2013

      miprendoemiportovia

      Incredibile Ernest la tua umiltà, che è vera e tanto più vera colpisce.
      Grazie
      Elisa e Luca

  • Rispondi gennaio 31, 2013

    manuela

    grandioso! sono andata a scuriosare sul tuo blog, alcune foto sembrano dipinti!!favolose!

  • Rispondi gennaio 31, 2013

    Lali

    Un grande e vecchio amico, papà meraviglioso e fotografo speciale. Emi è una persona d’oro e sono felice di questo tuo nuovo spazio! Vola sempre più in alto EDZ!!
    Già da questo post ho capito che dovrò rifare tutte le foto che ho!!
    Non vedo l’ora del prossimo appuntamento

  • Rispondi febbraio 1, 2013

    emidellizuani

    Grazie Lali (a parte per il “vecchio” haha) e grazie a tutti per il benvenuto!
    Se tra un post e l’altro volete fare quattro chiacchiere o domandare qualcosa passate senza problemi sulla mia pagina Facebook, li sono sicuro di passare quotidianamente!

  • Rispondi aprile 29, 2013

    Alessandra

    Concordo pienamente. Certo, a volte in viaggio vorrei saper applicare meglio alcune tecniche per “interpretare” degnamente quello che sto vivendo, ma quando hai l’occhio è tutto. Una mia amica fa foto splendide con anche un’automatica di cartone, c’è chi invece (soprattutto a Milano 🙁 ) vedi girare con la reflex all’ultimo modello e poi non rende niente di che…però ora le vostre lezioni di fotografia me le studio 🙂

    • Rispondi aprile 30, 2013

      miprendoemiportovia

      E’ la stessa cosa che vorremmo fare anche noi 🙂 è per questo che la collaborazione con Emi ci piace tanto!

  • Rispondi giugno 14, 2013

    Manuela

    Bellissimo articolo.. bellissima idea!
    Per me fare belle foto durante un viaggio è fondamentale. Ogni foto sprigiona un ricordo, e quel ricordo voglio immortalarlo al meglio.

    • Rispondi giugno 14, 2013

      miprendoemiportovia

      Ciao manuela!

      anche noi pensiamo la stessa cosa, ecco perchè abbiamo coinvolto Emi Delli Zuani, bravissimo fotografo in questa avventura! nella sezione “a scuola di fotografia” puoi trovare altri post suoi con preziosi consigli

      grazie

  • Rispondi giugno 14, 2013

    Manuela

    Ho già spulciato l’intera sezione. Interessantissima 🙂

  • Rispondi maggio 22, 2014

    Elisa

    Da appassionata di foto di viaggio è stato un articolo interessantissimo!!

    • Rispondi maggio 22, 2014

      Elisa e Luca

      Cara Elisa grazie! E’ proprio questo l’intento della nostra rubrica 🙂

    • Rispondi maggio 28, 2014

      Elisa e Luca

      Ciao Elisa grazie! Emi è davvero una forza, se ti interessa fa anche dei bellissimi workshop abbinando viaggi e corso

Più che un fotografo è un nomade, quando non è impegnato ad insegnare fotografia in uno dei suoi workshop o ad assecondare un cliente per un servizio fotografico, l'istinto lo porta a mollare tutto per esplorare mari e montagne. Da poco ha felicemente scoperto che suo figlio di 4 anni ha nel sangue la sua stessa irrequietezza e quindi partono in due con tenda, zaino e macchina fotografica.