Il viaggio perfetto è circolare

Il viaggio perfetto è circolare: la gioia della partenza, la gioia del ritorno

Dino Basili

Al Tbe di Genova abbiamo incontrato tanti travel blogger internazionali. Una frase che mi ha particolarmente colpita è stata quella di Kirsten Alana, alla domanda: Dov’è casa tua? lei ha risposto: La mia valigia. Io da entusiasta quale sono le ho subito detto: Wow e lei incredula mi ha detto: sì? sei sicura.

Effettivamente non ne sono sicura.

Adoro viaggiare.

Come scrivo nella pagina “su di noi” viaggiare mi fa stare bene ma adesso che ci penso ho anche bisogno di tornare.

Di ricaricare le pile, fare il punto, lasciare sedimentare i ricordi, dare valore alle esperienze fatte.

E dove se non nel nido di casa mia, di casa nostra dove tutto assume un significato, dove mi rigenero per poi ripartire.

Ecco che in questa Domenica piovosa in una Reggio Emilia che saluta l’autunno e quasi si lascia andare all’inverno io accendo il camino, stappo un buon vino, leggo un buon libro, accarezzo il nostro gatto e penso al prossimo viaggio.

Oggi lo so, viaggiare per me si carica di valore anche nel tornare, voi cosa ne pensate?

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8 commenti

  • Assolutamente sì.
    Ho pensato la stessa cosa perchè durante il blogtrip #goponente trascorso anche con Kirsten in Liguria l’argomento a tavola è uscito chiaccherando anche tra italiani.
    Un viaggio per me è bello anche perchè poi si torna a casa. Altrimenti non sarebbe quasi più definibile viaggio e perderebbe la magia, se durasse per sempre.
    PS: Elisa mi ha fatto molto piacere conoscerti al TBE di Genova, sei una ragazza davvero energica e il tuo pitch lo ha dimostrato. Continua a crederci, continua a seguire i tuoi sogni! 🙂
    Silvia

  • Rispondi ottobre 28, 2012

    miprendoemiportovia

    cara Silvia
    grazie per il tuo bel commento che sottolinea tutta la tua dolcezza 🙂 anche per me è stato veramente bello conoscerti! Il TBe è stata proprio una bella occasione anche da questo punto di vista. Adesso però sono curiosa, quando ne avete parlato cosa è emerso quindi?

  • Rispondi ottobre 29, 2012

    Rose Mel

    Ciao!Questo post l’ho intravisto qualche giorno fa e mi volevo riservare un po’ di tempo per scriverti un commento come si deve 🙂
    Io non penso di essere una travel blogger, semplicemente sono una ragazza nomade che vive una vita abbastanza pellegrina e il mio diario di vita (che poi è il mio blog) può apparire come un blog di viaggi però essenzialmente non è altro che una descrizione di me (e tra una riga e l’altra si può trovare anche qualche spunto di viaggio). Detto questo, per me il viaggio è qualcosa a metà tra la gioia e la malinconia. Da una parte sento sempre la spinta verso la partenza, quando sono ferma vorrei andare ed esplorare e mi sembra che se non mi muovo io mi stai perdendo qualcosa. Dall’altra ho sempre il desiderio del ritorno, perché alla fine il viaggio lo sento quasi più dopo…che mentre lo vivo. Una volta tornata a casa inizio a riflettere su ciò che ho vissuto e su cosa mi ha lasciato (a volte anche parecchi mesi dopo) e sopratutto sento il viaggio in rapporto a come cambia la mia visione del mondo quando sono nel solito ambiente casalingo in mezzo alle solite persone e ai soliti luoghi. Quindi ti dico, sento sia il bisogno di partire e andare, vivere da nomade ed esplorare sempre nuovi luoghi ma dall’altra ho sempre l’idea di tornare, perché tutto ciò che ho vissuto ha un senso solo se lo inserisco nel mio solito piccolo mondo, mondo che nella sua piccolezza adoro perché mi permette di capire quanto io stia crescendo 🙂
    scusa per il commento testamento ma mi piaceva scriverlo così 🙂

    • Rispondi ottobre 29, 2012

      miprendoemiportovia

      Ciao Rose Mel

      grazie per il commento “testamento” come lo definisci tu, ci piace perchè è proprio quello che pensiamo noi! Un viaggio secondo noi va masticato, cioè ripensato, rivisto, rivissuto. Anche a noi serve un tempo in cui sentirlo dopo averlo vissuto proprio come dici tu. Buon viaggio e buon ritorno allora 🙂

  • Rispondi ottobre 29, 2012

    Giovy

    Io sono pienamente d’accordo con il fatto che il viaggio debba contenere un “ritorno” da qualche parte.
    Non è detto che sia direttamente al luogo da quale siamo partiti.
    Il ritorno è una condizione irrinunciabile.

    • Rispondi ottobre 29, 2012

      miprendoemiportovia

      Cara Giovy
      di primo acchito c’è venuto da scrivere che è vero non è detto che il ritorno sia il luogo da cui si è partiti. Poi abbiamo cancellato tutto e riscritto.
      Però se il ritorno non è il luogo da cui si è partiti non diventa allora un altro viaggio?
      Cosa ne pensi? A quale ritorno ti riferisci?

  • Rispondi ottobre 17, 2014

    Manuela

    “Adoro viaggiare.

    Come scrivo nella pagina “su di noi” viaggiare mi fa stare bene ma adesso che ci penso ho anche bisogno di tornare.

    Di ricaricare le pile, fare il punto, lasciare sedimentare i ricordi, dare valore alle esperienze fatte.”

    Pensieri incredibilmente simili. E’ davvero bello ritrovarsi così 🙂
    Io credo che viaggiare riesca a farci apprezzare di più la bellezza di casa. Non trovi?

    • Rispondi ottobre 18, 2014

      Elisa e Luca

      assolutamente sì Manu anche se ultimamente con Manina penso a quanto sarebbe bello far sì che il mondo fosse la sua casa..sono molto combattuta però proprio per questo motivo, mi chiedo se una vita sempre in movimento sia quello di cui abbiamo bisogno

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.