I diari della motocicletta – Lombok version

Ebbene è successo.
Sull’asfalto dalle condizioni migliori che abbiamo incontrato dall’inizio del viaggio, svoltando in una curva un cane ci attraversa la strada, Luca frena per evitarlo e tutto accade in un attimo.
Mi volto, il tipo dietro di noi, a sua volta in scooter è a terra in mezzo alla strada, Luca accosta.
Siamo ancora in piedi e lo scooter sembra illeso.
Mi guardo il piede, c’è una specie di cratere sul collo del destro.
Beh non male, i vulcani vanno di moda qua!

E poi mi trovo attorniata da donne dolcissime che si preoccupano per me, mi sorridono, mi dicono di non preoccuparmi. E si scusano per qualcosa di cui non hanno colpa perchè la colpa è di quello dietro di noi che non ha frenato in tempo. Ma sembra che tutti si sentano coinvolti.

E viene il momento del “centro di salute”.

Una stanza malandata, in cui è meglio dimenticarsi del termine “asettico”, dove un dottorino mi guarda il piede, mi medica e mi prescrive un milione di medicine senza quasi proferir parola.

Sembra tutto finito qui mentre invece è adesso che viene il bello.
Amed (e sì un altro Amed, si vede che qui si chiamano tutti così, come a Bali si chiamano tutti Nyoman), che fin da subito ci ha assistito, insiste perché lo seguiamo al villaggio dove sembra ci sia una sorta di unguento miracoloso a base di latte di cocco. Torniamo in sella allo scooter e iniziamo ad addentrarci tra le strettissime viuzze di un agglomerato di case. Giungiamo infine ad un’abitazione, una via di mezzo tra una capanna e una rimessa di attrezzi. Ci accolgono sua moglie e i suoi numerosi figli. In pochi attimi ci troviamo travolti dalla loro ospitalità: seduti su una stuoia a condividere parte del loro pranzo e a bere caffè (che qui a Lombok è veramente speciale!).
La moglie allora inizia ciò che da generazioni si tramandano gli abitanti di quest isole: la tecnica del massaggio curativo. Con sicurezza le sue mani, unte dall’olio, iniziano a sciogliere tutta la tensione e i gonfiori causati dal trauma dovuti dall’incidente.

image

In sottofondo, mentre anche Amed si adopera in un massaggio al cuoio capelluto, incessanti per tutta la durata della seduta sono le risa e le parole del piccolo della famiglia…il suo nome? Amed naturalmente!

Cosa ci ha insegnato l’avventura di oggi? Che esiste sempre un equilibrio tra il Bene ed il Male, tra momenti buoni e brutti.
Crisi e opportunità.

La nostra disavventura sulle due ruote ci ha permesso di assaggiare in pieno la grande umanità degli abitanti dell’isola di Lombok.

image

ti è piaciuto quello che hai letto?

Condividilo

Ricevi i nostri racconti via email

* = campo richiesto!

Cosa ne pensi?

4 commenti

  • Rispondi settembre 7, 2012

    manuela chiaffi

    Fantastica la storia del latte miracoloso al cocco e del massaggio..ha funzionato per il tuo piede??! il messaggio poi che ne avete tratto da tutta la vicenda e’ davvero significativo!!

    • Rispondi settembre 10, 2012

      miprendoemiportovia

      Grazie Manu

      è proprio questo che volevamo comunicare, come il viaggio se vissuto a pieno ti porta di fronte ad alcune sfide o imprevisti e come interpretarli e giudicarli è solo affar nostro. Da lì il rovinarsi la vacanza come si suol dire o trarne un insegnamento…oserei dire di vita!

  • Rispondi novembre 26, 2012

    alberto

    beh ma che fortuna! Hai potuto sperimentare la tecnica del massaggio curativo !!! Sono anni che devo andare nel Lombok ma è sempre lì in attesa…..

    • Rispondi novembre 26, 2012

      miprendoemiportovia

      Vai, vai è veramente molto bella, peccato che viva all’ombra di Bali.

Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.