Memorie del passato: a pranzo in un trabucco

Percorrendo la costa del Gargano ci si imbatte in strane costruzioni che dominano il mare dalla riva: i trabucchi, antiche macchine da pesca.

Imponenti costruzioni in legno formate da una piattaforma ancorata alla roccia attraverso grossi tronchi dalla quale si allargano due o tre bracci sospesi a qualche metro dall’acqua. Il pescatore da trabucco passa la sua vita sul mare ma coi piedi sulla terraferma, la tecnica di pesca è efficace perchè permette di pescare a vista, intercettando con grandi reti i flussi di pesci che si spostano lungo la riva.

Diffusissimi lungo la costa fra Peschici e Vieste sono diventati patrimonio del Parco Nazionale del Gargano ritornando in attività e divenendo simbolo stesso della civiltà costiera garganica.

A San Nicola, in un Trabucco è possibile mangiarci. Da Mimì che coi suoi novant’anni ancora si erge su queste maestose costruzioni abbiamo passato una pausa pranzo indimenticabile fra reti da pescatori, legni a vista e pesce eccezionale.

Se decidete di mangiare qui però dovete adeguarvi alle caratteristiche del posto, non immaginatevi tavoli con tovaglie di cotone ma tovagliette di carta e self-service. Si va a bancone, si ordina il pesce scegliendolo fra quello crudo appena pescato e si aspetta il proprio turno godendosi un panorama mozzafiato.

Il menu spazia dalle cruditè fino alla griglia tutto rigorosamente di pesce! Noi abbiamo scelto il gran antipasto crudo seguito da un polpo con sughetto che ancora ce lo sogniamo e le classiche orecchiette pugliesi.

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Unico neo il prezzo che non è economico e in linea con lo stile semplice del luogo.

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6 commenti

  • Rispondi luglio 1, 2012

    viaggiebaci

    Mi hai fatto venire l’acquolina! 😉
    Ma possibile che quando il posto è semplice, anche il prezzo non lo possa essere???

  • Rispondi luglio 3, 2012

    Amisaba

    Mi hai fatto tornare in mente i trabucchi presenti nella Sacca degli Scardovari, nel Delta del Po; davvero suggestivi.

    • Rispondi luglio 4, 2012

      miprendoemiportovia

      Ciao Amisaba,

      non conosciamo i Trabucchi di cui parli, pur abitando vicino al Pò. Però è vero, sono costruzioni straordinarie e veramente suggestive.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.