Cosa vedere a Valencia in un week end

Conosco Valencia dal 1998 da quando in Erasmus ho conosciuto due ragazze di lì: Alicia e Marita. Durante l’esperienza universitaria ci siamo unite tantissimo e da lì ad invitarmi nella loro città d’origine il passo è stato breve.

Da quando l’ho visitato per la prima volta tredici anni fa la città è cambiata tantissimo.

Nel 1999 me la ricordo come una cittadina poco sviluppata e senza grandi attrazioni a parte la sfavillante manifestazione di Las Fallas che si tiene a Marzo.

A più di dieci anni di distanza Valencia sta assistendo ad un grande sviluppo. Vi sono ritornata poco più di un anno fa e quasi non l’ho riconosciuta.

Abbiamo dormito insieme ad altre tre amiche in un appartamento in pieno centro consigliatoci da Alicia. Unico neo la zona densa di prostituzione anche se non abbiamo avuto nessun sentore di pericolo.

Il centro storico è carino, caratterizzato dalla classica gran via centrale piena di negozi e grandi firme internazionali.

La città della scienza è stata disegnata dall’architetto Calatrava su commissione della Comunità Valenciana per l’expo del 2000. Nasce sul letto del fiume Turria, che anticamente attraversava la città, la cui innondazione ha distrutto Valencia e per questo motivo è stato deviato.

La città si è così ritrovata con un letto del fiume vuoto e ha chiesto alla popolazione di esprimersi sulla sua destinazione: scegliere fra un’autostrada o un immenso parco pubblico. Incredibilmente i cittadini hanno scelto di riconvertire l’area in un grande parco pubblico. E’ stata così creata questa area accessibile a tutti che comprende giardini botanici, attrezzatture sportive e un grande polmone verde in cui è splendido passare una giornata di sole.

La città della scienze e delle arti si compone di un teatro dell’opera con caratteristiche acustiche di altissimo livello, l’emisferico per la visione di film in treD, il Museo della scienza su tre piani di cui uno dedicato al genoma umano, uno ai fenomeni fisici e il pianottera che oltre gli spazi commerciali ospita installazioni (ogni mese ci sono padiglioni monografici in cui i visitatori possono assistere a esperimenti su temi ad hoc), un edificio per eventi sportivi e convention ed infine l’oceanografico.

E’ consigliatissima una puntatina alla zona marittima che comprende la malvarosa,  la spiaggia di punta e il paseo marittimo, una lunga lingua sul mare disseminata di localini dove i Valenciani sono soliti passare le loro domeniche.

La zona del centro patria della movida notturna è la calle de caballeros in cui troneggiano i tapas bar. I miei personali posti preferiti sono: El Molin in calle Bolseria 40, alla taberna Jamon  in calle Bolseria 36 e la Pilareta in calle Moro Zeit 13.

E i vostri posti preferiti di Valencia quali sono?

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.