Studiare lo spagnolo a Barcellona

Come promesso la nostra special guest di questo mercoledì primaverile a Febbraio è Silvia.

Silvia, dinamica e sempre in movimento nella vita fà l’insegnante. Avendo quindi Luglio ed Agosto a disposizione ha scelto sperimentarsi in una vacanza studio.

E’ partita da sola nel Luglio del 2011 alla volta di Barcellona e noi l’abbiamo intervistata per voi.

Cosa ti ha spinto a scegliere proprio Barcellona?

Partendo dal presupposto che volevo fare un corso di spagnolo ho pensato ad una meta vicina e quindi la mia indecisione era fra Barcellona e Madrid. Barcellona perchè? Perchè c’è il mare, perchè conoscevo già qualche ragazzo di lì e poi perchè…era una città che non avevo capito, tant’è che di primo acchito preferivo Madrid…cioè secondo me non è una città immediata o per lo meno per me non è stato così

Quindi adesso il tuo giudizio?

Oddio faccio un po’ fatica, dal mio punto di vista è una città da scoprire, ad una prima occhiata veloce c’è il rischio che tante persone vedano Barcelona solo come Sagrada Familia, Parc Guell ecc ma secondo me la parte più bella è la Barcelona insolita. Io ho potuto vederla attraverso gli occhi di chi ci vive è tutta un’altra cosa. Alla nostra scuola davano la possibilità di fare dei tuor guidati che mi hanno fatto capire tanto di questa città.

Quale scuola di lingua hai scelto e come ti sei trovata?

La scuola che ho scelto è la Don Quijote che ha sede in calle Minorca http://www.donquijote.org/italian/. L’ho scelta…a caso. Ho navigato un po’ in internet e li ho contattati per avere depliant, orari e alloggio. Diciamo che sono stata molto fortunata perchè per me è una scuola organizzata molto bene e molto completa. Dal punto di vista dei corsi di lingua ci sono 8/9 livelli, le classi sono piccole (max 10 alunni), i professori giovani carini e disponibili, tutti i giorni organizzano uscite culturali per cui non ti senti mai solo. Infine tutte le sere sono organizzati party sulla spiaggia o in piscina o in discoteca dove generalmente l’ingresso è gratuito, si paga solo la consumazione.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.