Il Cammino di Santiago de Compostela

Continua la serie dei “special guest” del mercoledì con Caterina e la sua esperienza al cammino di Santiago de Compostela.

Sono partita per Santiago il 15 agosto (giorno insolito per partire per una vacanza). Di solito il 15 agosto tutti sono ai pranzi o fare il bagno, o a scarpinare da qualche parte, mentre io ero in volo da Bergamo verso la Spagna….col cuore in gola….perche’ l’aereo non mi piace. Ho deciso di partire a seguito “di una sfortunata serie di eventi”, cioe’ a seguito della fine di una storia amorosa. Ringrazio molto la persona che mi ha lasciato, perche’ se non l’avesse fatto, probabilmente non sarei mai andata.

Il cammino di Santiago non e’ un cammino facile da riassumere: le prime cose che mi vengono in mente sono pioggia, freddo, umido e tanta tanta fatica. Kilometri e kilometri di sentieri, strada, tanti “ola” nell’aria, buio, luce, salita discesa, silenzi. Uno potrebbe subito controbattere: can che tristezza! ma “nel bel mezzo del cammino”, la pioggia e’ cessata, e’ arrivato il caldo, il sole, la fatica era molto sopportabile perche’ io ero allenata! tante volte mi sono persa in riflessioni che possono apparire spudoratamente retoriche: il cammino di Santiago e’ un po’ come la vita…si sale si scende, buio e luce, proprio quando credi di non farcela, allora arriva un’energia improvvisa che ti porta a risalire e ce la fai, e questo ti fa sentire bene.

Lo rifarei ancora, ma in modo molto diverso: io ho percorso 200 km (circa) in una settimana, una roba da platoon. Quando lo rifaro’ vorrei avere tempo per farlo tutto (circa 800 km, ahia…..) in un tempo umano, per gustarmi anche gli splendidi paesaggi che offre la Spagna settentrionale cosi’ selvaggia per alcuni aspetti, ma anche cosi’ “romantica” per altri: ritrovarsi a camminare immersi nella natura, con a fianco un gregge di mucche o di pecore, non avere idea di che ora sia (sai solo che devi trovare un posto per dormire, perche’ magari puo’ piovere, senno’ puoi dormire anche all’aperto,), per me che lavoro in ufficio tutto il giorno e che ho orari e ritmi sempre molto cadenzati, e’ stato fantastico!

Quindi, visto che ci vuole del tempo, quando lo rifaro’ probabilmente saro’in pensione! e poi e’ stato bello condividerlo con gli amici: la franci, paolo e giorgio (mio fratello, ndr.) che mi hanno dato carica quando ero al tappeto… e poi Santiago e’ bellissima! La piazza della Cattedrale che custodisce la tomba di Santiago e’ splandida! Come e’ splendida la Cattedrale stessa e la Messa per i pellegrini che si tiene tutti i giorni a mezzogiorno.

Basta poco per fare santiago: pochi soldi, un paio di veri, allenati amici, tanta voglia di camminare….e poi anche un corso di spagnolo non farebbe male!!!!!!

 

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.