Colline emiliane fra Terre Matildiche e Tibet

Ultimo giorno di ferie, primo sole dell’anno, proprio non ci andava di rimanercene a casa. Così fatte un paio di ricerche telefonando agli amici e servendoci di internet siamo partiti verso Canossa.

Era già un pò tardi, quindi abbiamo prima preferito fermarci a pranzo. Siamo incappati al ristorante Il giglio nella piazza principale di Ciano d’Enza ora rinominata Canossa: una piccola locanda a conduzione famigliare dove regna la buona cucina e la gentilezza. Eravamo in ritardo di oltre un’ora ma quando siamo arrivati ci hanno comunque accolti col sorriso, l’oste si è fermato più volte per spiegarci come viene preparato il cibo e per elencare le qualità del lambrusco biologico da noi scelto. La scelta dei primi piatti era interminabile, vi dico solo che noi abbiamo ordinato un quadris perchè pur essendo emiliani doc c’erano almeno 5/6 varietà di tortelli mai assaggiati prima.

Usciti belli sazi e felici ci siamo inerpicati sullavia dei castelli matildici fra colline e calanchi irrorati dal sole. Prima tappa castello di Rossena da cui si gode una vista meravigliosa e di cui, se si vuole, è possibile visitare il museo la cui intera entrata è devoluta alla Croce Rossa. Tre kilometri più in là si arriva al mitico castella di Canossa patria di vicende storiche. In inverno il rudere del castello e il museo sono visitabili gratuitamente ma solo fino alle 16.30 e noi ce lo siamo persi per un soffio. Per fortuna lo spettacolo del cielo che si tinge di azzurro e rosa ce lo siamo comunque ugualmente goduti dal primo belvedere che si trova ai piedi del castello.

Ultima tappa del nostro pomeriggio fuori porta è stato il borgo di Votigno dove il Dalai Lama negli anni ’90 ha inaugurato la casa del Tibet. Questo  borgo medievale splendidamente ritrutturato ospita un centro di cultura tibetano internazionale dove si può visitare un museo e un luogo di meditazione. Spesso sono presneti anche monaci Tibetani.

Qui ci godiamo la meraviglia del sole che cala su uno dei vari stupa di cui è disseminato questo borgo e ce ne andiamo con questa sensazione di pace.

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.