Una sera a Montmartre

Dopo esserci sistemati nel nostro nuovo appartamento parigino usciamo a scoprire la notte di Montmartre.

Abbiamo prenotato un tavolo a Les Refuges des Foundus, posticino spartano dove la cortesia non e’ di casa. Si mangia su due tavoloni, tutti insieme, e si puo’ scegliere fra founduta di carne o di formaggio. Capitiamo vicino ad una coppia mista americana con cui condividiamo la carne e le prime impressioni sulla ville lumiere. Certo il cibo non è dei migliori e probabilmente è un covo di turisti ma per iniziare il nostro soggiorno va benissimo.

Usciamo verso la notte Parigina e veniamo attirati dalla musica di una chitarra che esce da un mini market. Ci fermiamo, balliamo un po’ e facciamo conoscenza con gli improbabili avventori dell’happy market di nome e di fatto.

Dopo pochi passi arriviamo alla Brasserie le Progres che fa veramente belle epoque con finestroni enormi che danno sulla strada.

Da Rue des Trois Freres ci spsatiamo in Rue des Abbesses, sembra di essere in un set di Amelie, finestre illuminate che danno su mondi parallelli, tavolini pieni di gente sulla strada. Terminiamo la serata a “la Zebre de Montmartre“, l’omonimo coktail ci stende e capiamo che e’ ora di andare a dormire!

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Moglie e marito, lei viaggia da sempre e lui non quanto avrebbe voluto, lei fotografava prima e lui lo fa adesso, lei scrive e lui disegna fumetti, lei recita e lui suona la chitarra, lei è laureata e lui autodidatta, lei ama le lingue e lui ascoltarla, a lei piace il design e a lui il R’n’R, lei ha gli occhi azzurri e lui due basettoni, lei ha detto di sì quando lui le ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi in un ristorante turco a Berlino. Ah, dimenticavo, da due anni lei è mamma e lui papà.